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Massimo Giletti: “Un errore la docufiction su Michele Misseri”

Scritto da , il 23 Aprile, 2012 , in Notizie Varie

text-align: center”>Massimo Giletti si pente per la docufiction su Michele Misseri

Nel strano mondo della televisione è molto difficile che un conduttore ammetta un errore. Massimo Giletti lo ha fatto sabato scorso a Tv Talk incalzato da Sebastiano Pucciarelli. L’autore chiede al conduttore se sia pentito di aver realizzato e mandato in un onda una docufiction su Michele Misseri e lui risponde: “Sì. Di quella sì. Non fu una mia idea, però siccome le idee poi le racconti tu e la responsabilità è tua, sì, l’ho trovata, a posteriori, una cosa che non avrei dovuto fare”. Dopo un anno e mezzo Giletti ammette l’errore. Fu molto attaccato e lui si difese citando una circolare della Rai che permetteva la docufiction e aggiungendo di non vedere molto differenza tra la docufiction e la trasmissione dell’audio con sottotitoli. Il problema era ovviamente etico e anche di stile. Nella sua prima partecipazione al programma condotto da Bernardini, Giletti si è soffermato anche su altri aspetti. Un accenno alla polemica con Lucia Annunziata. Il conduttore torinese ha mantenuto la linea dei giorni scorsi, ha rivelato di aver ricevuto una telefonata dalla giornalista e ho ricordato che il pubblico che segue le due trasmissioni è completamente diverso.

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Parlando dello speciale dedicato a Mino Reitano ha parlato delle difficoltà per arrivare in prima serata e ha rivendicato il successo del programma ricordando che il programma è costato solo 150.000 euro e che tutti gli ospiti non erano stati pagati. Parlando de L’Arena ha difeso le proprie scelte, ha rivelato di lavorare ad ogni singolo servizio e di non sentirsi populista. Incalzato sul suo sguardo in macchina e sui suoi monologhi ha risposto che segue l’insegnamento di Guardì e Minoli. Non sono mancati attacchi agli opinionisti e a Klaus Davi ma è stato riconosciuto da tutti il successo del programma. Con pacatezza e garbo Giletti ha risposto alle accuse e non ha sottolineato il successo del suo programma, sintomo che la sua crescita personale è visibile.