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Report 1 Aprile: Fincantieri, Tirrenia e San Raffaele “fuori bordo”, ma fino a quando?

Scritto da , il 2 Aprile, 2012 , in Programmi Tv
La gabanelli conduce le inchieste di Report

text-align: justify”>La gabanelli conduce le inchieste di ReportNon c’è mai un solo motivo all’origine dei grandi problemi che affliggono l’Italia, ma la cattiva gestione di enti pubblici, amministrazioni e gruppi industriali fa da sfondo a parecchie delicate situazioni di crisi: tra queste, il declino dell’industria navale italiana dimostra lo stretto legame tra inefficienza gestionale e mancato sviluppo economico dei settori strategici. Lo sfruttamento dei lavoratori dei cantieri raggiunge punte elevatissime, come dimostrano le pratiche purtroppo diffuse delle dimissioni in bianco, dell’incremento di fatto dell’orario lavorativo ed altre svariate imposizioni subite dai neoassunti (ma non solo), con la beffa ulteriore della crescente incertezza sul futuro delle commesse e degli stessi stabilimenti. Appalti e subappalti, già discutibili di per sè come metodi di organizzazione del lavoro spesso finiscono a ditte controllate più o meno indirettamente da dipendenti, dirigenti o loro familiari. L’Amministratore Delegato di Fincantieri, il calabrese Bono, intervistato da Giovanna Boursier spiega con molta diplomazia di aver chiesto ripetutamente ai sindacalisti lumi su queste gravi violazioni senza avere risposta, ma i nomi e i cognomi dei personaggi in conflitto d’interessi dentro Fincantieri sono stati tirati fuori proprio dalla giornalista di Report.

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Significativa la risposta fornita a riguardo dal massimo dirigente del gruppo: “Se una ditta fa il lavoro al prezzo migliore e con la qualità richiesta noi non possiamo andare a controllare a chi è riconducibile la società. Poi non si tratta di dipendenti, sono familiari e non sarebbe giusto impedire loro di lavorare solo per il cognome che portano”. Tra gli 8 stabilimenti dislocati tra Nord e Sud, da Gorizia a Palermo, nessuno versa in buone acque, ma particolare clamore ha suscitato la vicenda dei cantieri di Genova Sestri: mentre a Marsiglia stanno costruendo il più grande bacino di riparazioni del mondo, qui si spenderanno 70 mln di euro per uno stabilimento nuovo (il “ribaltamento a mare) che non si sa dove andrà a finire, e nel frattempo i bacini si affittano, con pesanti conseguenze sui progetti attuali e futuri.

Altro spaccato di un’Italia alla deriva, è la triste fine della compagnia Tirrenia, commissariata dopo anni di scriteriata amministrazione. La vecchia flotta di Stato marcisce nell’abbandono tra un porto e l’altro, in attesa di un accordo con gli acquirenti privati: Il Clodia e il Flaminia, ad esempio, sono ormeggiati nel porto di Crotone, ma date le loro condizioni sarà difficile che qualcuno avanzi un’offerta dignitosa, così come per l’altro traghetto in vendita (il Domiziana), riparato peraltro in Turchia anziché nei cantieri italiani.

L’ultimo blocco della puntata è stato dedicato all’irrisolta vicenda del San Raffaele, importante gruppo privato milanese sull’orlo del fallimento, nonostante gli illustri sostenitori (le amicizie del compianto Don Verzè arrivavano ai piani alti della politica, grazie anche allo storico legame con Silvio Berlusconi) e i faraonici progetti passati: il suo polmone economico è costituito dall’Università Vita Salus, oggetto di una misteriosa offerta da parte della “Fondazione Marcus Vitruvius”. Proprio sulla regia di questa complessa operazione si è concentrato Alberto Nerazzini, giunto fino al Canton Ticino in Svizzera per acquisire documenti e testimonianze sui tale cospicuo finanziamento (1 miliardo di euro la cifra esatta). In chiusura l’omaggio di Milena Gabanelli al suo “maestro” di giornalismo Ettore Mo, coraggioso inviato di guerra del Corriere della Sera, appena giunto alla soglia degli 80 anni con un invidiabile bagaglio di esperienze professionali. Dopo una pausa di una settimana, Report tornerà alla carica con una puntata sul Governo Monti.