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Servizio Pubblico, Michele Santoro bacchetta Matteo Renzi

Scritto da , il 20 Aprile, 2012 , in Programmi Tv
Michele Santoro e Matteo Renzi a Servizio Pubblico

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Saranno state le 2 settimane di stop, sarà che nel frattempo è accaduto di tutto ma ieri Michele Santoro era davvero incontenibile, un condensato di sprint e ironia non relegati a momenti particolari della trasmissione ma che l’hanno contraddistinto per l’intera puntata di Servizio Pubblico che di solito vedere il giornalista molto più contenuto.  Ieri invece Michele Santoro ha letteralmente dato il meglio di sé, soprattutto nel vis a vis con Matteo Renzi che è stato più volte bacchettato dal conduttore-giornalista.

Ieri sera la puntata di Servizio Pubblico verteva sul terremoto giudiziario della Lega Nord e sulla crisi dei partiti politici e, come vi abbiamo raccontato nella diretta in cui potete trovare anche i video salienti della ventesima puntata, erano presenti in studio tra gli altri il sindaco di Firenze Matteo Renzi e l’europarlamentare della Lega Nord Francesco Speroni. Interrogato su Monti, Matteo Renzi si è dichiarato favorevole al suo Governo, giudicandolo un grande statista, affermazione che ha provocato una reazione piuttosto poco moderata di Michele Santoro.

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Il giornalista infatti, alla dichiarazione di Renzi ha imbeccato il suo interlocutore affermando: “Ma Monti sta facendo pagare o no la crisi a chi la deve pagare, mi risponda si o no?” insistendo in modo tenace sull’avere una risposta e Renzi ( che si è beccato anche le critiche di Norma Rangeri del Manifesto per le sue scelte che vanno contro i principi di sinistra) ha dovuto dare atto al conduttore che effettivamente non lo stava facendo, e ironicamente Michele Santoro ha tuonato: “Ecco però lei dice che è un grande statista…”

Un momento davvero epocale per la trasmissione di Servizio Pubblico e non è stato l’unico infatti Santoro ieri sera è più volte uscito dal suo ruolo di moderatore per rivestire i panni del provocatore, anche con Francesco Speroni e Giovanni Favia del Movimento 5 stelle che ha invitato a riflettere se il marchio Grillo potesse o meno rappresentare anch’esso una “casta”. Un dibattimento piuttosto variegato, intervallato dai servizi giornalistici esterni che hanno mostrato lo scandalo giudiziario della Lega e le ricostruzioni, nonché hanno messo l’accento sul “ciclone Grillo” che sta sempre più diventando una realtà concreta, capace veramnete di spazzare via tutti i partiti politici.

E per rincalcare la mano sulla crisi dei partiti e la loro deriva ci ha pensato l’immancabile appuntamento con Marco Travaglio che ha ricordato il Referendum del 1993, quando gli Italiani dissero No ai finanziamenti ai partiti politici, risultato referendario totalmente inascolato così come gli ultimi referendum in cui hanno visto esprimersi il cittadino,  sempre più lontano dalle logiche di Palazzo della politica, a sua volta sempre più lontana dalle esigenze reali del cittadino.