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Emilio Fede, addio costoso ma al Tg4 in redazione si grida Liberté, Égalité, Fraternité

Scritto da , il 31 Maggio, 2012 , in Personaggi Tv
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text-align: justify”>Emlio Fede la rivolta della redazionePer anni il Tg4 è stato il regno di Emilio Fede, storico direttore, che ha reso l’informazione del canale Mediaset una sorta di filo diretto con il Cavaliere, Silvio Berlusconi: seguito dai fedelissimi (e da chi aveva voglia di farsi due grasse e amare risate), il Tg4 negli anni ha scritto la storia con l’ingresso di meteorine e di servizi sul gossip e sulle notti dei giovani che facevano tanto un incrocio tra Lucignolo e una trasposizione giornalistica di Oscar Wilde. Insomma, il delirio fatto telegiornale al quale è stato posto fine dopo anni di voluta e taciuta non considerazione, è giunto al termine grazie all’arrivo del nuovo direttore, Giovanni Toti, accolto dalla redazione del giornale come il salvatore della patria. Del suo predecessore Toti ha voluto sottolineare l’attaccamento ad una maniera di fare ed essere giornalista che lui non può condividere: “Per vent’anni questo è stato il regno assoluto del più importante anchorman italiano: tutta la macchina lavorava a gloria del sovrano, io do spazio a pensieri che non sono miei”.

Rivoluzione, grida a gran voce Toti e a quanto pare dalle parti della redazione del Tg4 sono tutti pronti a seguirlo. “Qui ho trovato grande voglia di superare quel modello di tg per inventarne uno nuovo”. Ma cosa ne è stato del ricordo del vecchio direttore? Tra chi sogghigna e chi si fa due risate, c’è anche chi ha il coraggio di togliersi qualche sassolino dalle scarpe, lasciando dichirazioni al settimanale Oggi: “Siamo dei sopravvissuti, degli eroi”, tuona Donatello Di Paolo, volto storico del telegiornale; le fa eco il caporedattore centrale Mauro Buflà: “Siamo passati da un clima da caserma alla complicità di uno spogliatoio. Fede era militaresco, il nuovo direttore è per la squadra”.

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Ma se tutte queste accuse vi fanno provare una sorta di nostalgia mista a compassione, evitate pure; il direttore Emilio Fede sarà anche stato mandato a casa senza preavviso ma l’uscita non è stata così dolorosa: per lui un ufficio, una segretaria ed una macchina con autista, almeno secondo quanto dichiarato da Dagospia. A quanto pare l’ora di Emilio non è ancora giunta; per lui un futuro nella politica, ipotesi che, del resto, ha già scaldato gli animi dei parlamentari troppo impegnati a salvare l’Italia per sopportare anche il fantasma di Silvio.

Segui cliccando qui le vicende e le ultime dichirazioni di Minzolini, anche lui come Fede, grande escluso dalla direzione del Tg1.