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Geppi Cucciari, una grande lezione di simpatia e umiltà alla Iulm. E torna attrice in un film sui precari

Scritto da , il 4 Maggio, 2012 , in Personaggi Tv

text-align: center”>Geppi Cucciari alla Iulm

Chi scrive questo articolo vive un dissidio interiore sospeso tra il fan e il blogger, ma il bello di scrivere sul web permette anche la bellezza di condividere delle gioie anche con chi non si conosce. Nell’ambito del corso Scrivere il comico all’internoo del Creative Happening organizzato dalla Iulm di Milano, il secondo appuntamento ha visto come protagonista Geppi Cucciari, in onda dal lunedi al venerdi su La7 con G’Day. Accolta da un’ovazione degli studenti – “manco ci fossimo messi d’accordo” è stata la prima battuta della comica sarda – la Cucciari ha intrattenuto per un paio d’ore tra risate e riflessioni profonde il giovane pubblico dell’Aula Magna, dimostrando che lei è proprio così come la si vede in televisione. Forse anche meglio.

L’ospite della giornata ha passato in rassegna la sua carriera, a cominciare dagli studi di Giurisprudenza iniziati a Cagliati e finiti a Milano per poter fare l’attrice comica (e spiegando che Geppi non è affatto il nome d’arte bensì un nomignolo con il quale veniva chiamata sin da piccola). Nel capoluogo lombardo era presente ed è presente tutt’oggi un locale chiamato Scaldasole, nel quale cabarettisti e gente comune hanno l’occasione di potersi esibire in monologhi comici davanti ad un pubblico. Da lì sono passati molti comici di Zelig come i Pali & Dispari, oltre a molti suoi amici. E lì ha cominciato a farsi le ossa anche lei.

Successivamente, c’è stato il boom di popolarità grazie al tempio della comicità contemporaneo che è appunto Zelig, ma Geppi ha confessato di aver lasciato per non voler rimanere “quella di Zelig” e per non dare l’impressione di passare per una donna che teme di ingrassare mangiando del cibo, in parole povere rimanendo intrappolata nel suo personaggio. Ma non solo televisione: oltre a due romanzi, la Cucciari si è anche cimentata nel cinema (per esempio in “Grande, grosso e Verdone“), anche se non ha intenzione di apparire in un cinepanettone. In compenso però ha partecipato – gratuitamente – al film “La ballata dei precari“, un film realizzato da sole donne.

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Ma veniamo a fare il punto di questo incontro concentrandoci sulla comicità: al di là degli ascolti non altissimi del suo G’Day – sul suo futuro la conduttrice preferisce non sbilanciarsi – Geppi sostiene che il suo programma effettua una satira sulla società. Effettivamente, in un contesto storico così complesso i comici non fanno altro che bersagliare la classe politica, mentre va dato atto alla comica sarda di saper ironizzare con intelligenza sugli argomenti della quotidianità, non solo su quelli riportati tra i giornali nella cosiddetta cronaca bianca (su tutti, l’omosessualità e la sessualità, quest’ultimo aspetto trattato con una rara eleganza dal sessuologo Maurizio Bossi). E se proprio deve occuparsi di politica, lo fa stuzzicando l’una o l’altra parte, perchè “se sei schierato politicamente l’altro non ti ascolta“E per questo basti citare il divertente sodalizio con Enrico Mentana quando il direttore del Tg La7 organizzò uno speciale per commentare le elezioni delle Amministrative 2011. Inoltre, ritiene che avere nel mirino un personaggio politico rischia di farlo diventare simpatico alla gente.

Il presente si chiama invece preserale di La7 e poco importa se l’Auditel è stato poco benevolo. Su questo Geppi è stata chiara: “A quell’ora c’è già L’eredità, c’è già un quiz nel quale è presente un milione di euro fisicamente, per gli altri c’è G’Day“, spiegando a chi ritiene più consono un approdo in seconda serata che la seconda serata non esiste più. E ha espresso parole di stima per i colleghi Carlo Conti, Paolo Bonolis, Gerry Scotti e per il prossimo rivale Flavio Insinna (“E’ una persona deliziosa”), nonostante la facciano soffrire negli ascolti.

Al di là dei contenuti e dell’oggetto del corso Iulm, quello che ha impressionato è stato lo straripante carisma di Geppi: una donna  (ma anche un uomo) – capace di suscitare il sorriso in maniera così veloce – “Le battute mi vengono naturalmente” ha spiegato – e soprattutto capace di accompagnare tra una risata e l’altra il suo uditorio con argomentazioni serie come letture filosofiche e citazioni cinematografiche andrebbe salvaguardata come patrimonio nazionale. Per non parlare del fatto che per lei tenere i piedi per terra non è un problema, dal momento che ha cominciato tardi la carriera e ringrazierà i genitori e gli amici storici per non averle fatto mai mancare il sostegno in questi anni (forse scritto così può sembrare la classica dichiarazione di uno degli Amici di Maria, ma vi posso assicurare che per chi era seduto lì era difficile non emozionarsi).Il sottoscritto sarà anche un fan, ma capite che è proprio impossibile trovare un difetto a Geppi Cucciari?