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L’Infedele, 21 Maggio: la vittoria di Grillo ed i misteri di un’ Italia “a sovranità limitata”

Scritto da , il 22 Maggio, 2012 , in Programmi Tv
Gad Lerner, L'Infedele su La 7

text-align: justify”>Gad Lerner, L'Infedele su La 7Nell’ennesima puntata dedicata doverosamente alle elezioni, L’Infedele ha unito l’attualità politica a temi di più ampio respiro, grazie al contributo degli ospiti Luigi Amicone, Giogio Gori, Enrico Deaglio, Nando Dalla Chiesa, Nadia Urbinati  e Vito Mancuso. La misteriosa natura dell’attentato di Mesagne è stato oggetto della discussione iniziale, scandita dalle domande di Gad Lerner, sempre calibrate sulle competenze degli interlocutori (alcuni dei quali particolarmente esperti di “misteri italiani”). La musica degli Afterhours, gruppo rock milanese molto apprezzato per l’impegno sociale, ha fatto da introduzione, in un clima inizialmente segnato dal ricordo della giovane vita stroncata di fronte alla scuola del piccolo centro pugliese. Neppure i vincitori dei ballottaggi, dopo il triste bollettino di questo week end funestato da bombe e scosse sismiche, hanno voglia di festeggiare: Leoluca Orlando, collegato dalla “sua” Palermo che gli ha tributato un vero e proprio plebiscito, rivendica principalmente il valore di quella che definisce una “risposta politica al tecnicismo senz’anima di Monti ed alla protesta di Beppe Grillo.

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Ad urne chiuse, l’eco più forte è prodotta dal boom di Grillo, che dopo il clamoroso successo del suo MoVimento 5 Stelle può vantare la sua Stalingrado, conquistata con 6 mila e 400 euro di autofinanziamento spesi nella campagna elettorale di Parma. Proprio il neo-sindaco Federico Pizzarotti, fresco di investitura e svincolato dal silenzio stampa elettorale “a prova di trappola”, ha spiegato a Gad Lerner il suo piano d’azione per l’amministrazione del sofferente comune emiliano. L’approccio del primo cittadino a 5 Stelle, chiamato a ribaltare gli schemi della politica cittadina dopo il buio della gestione precedente (ammonta a  600 milioni di euro il deficit del Comune di Parma, lasciato in dote ai futuri amministratori dalla giunta uscente di centro-destra), non si discosta dall’ormai nota “ortodossia” grillina: deciso rifiuto del partitismo tradizionale, rinnovamento di linguaggio e metodi politici (basti pensare al proposito di selezionare i nuovi assessori tramite esame dei curriculum di semplici cittadini, al di là delle appartenenze politiche), stile da “uomo della strada”.

Del resto, “il lavoro fatto a Parma è applicabile anche a livello nazionale, stando all’auspicio di Pizzarotti, pronto evidentemente a dare il suo contributo per replicare nelle prossime elezioni politiche il successo appena celebrato a livello locale. Passando dalla politica agli intrighi di potere in senso lato, Gianluigi Nuzzi (fino a pochi mesi fa impegnato nella trasmissione “Gli Intoccabili”) ha avuto modo di sviluppare i temi del suo libro “Sua Santità-Le carte segrete di Benedetto XVI, inchiesta al vetriolo sulle trame oscure all’ombra di San Pietro. Dino Boffo, ex direttore di Famiglia Cristiana e vittima illustre della famigerata “macchina del fango” politico-giornalistica, non ha gradito  (come del resto altri esponenti del cattolicesimo italiano) la pubblicazione di documenti riservati da parte di Nuzzi, definito per tale motivo “un ricettatore”. I misteri, gli intrighi ed i veleni fanno sempre da sfondo alla storia del nostro paese, dove l’amara realtà dei fatti può beffardamente superare la fantasia.