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Piazza Pulita, anticipazioni: stasera di scena il Monti-pensiero

Scritto da , il 24 Maggio, 2012 , in Programmi Tv
Piazza Pulita, politica su La 7

text-align: justify”>Piazza Pulita, politica su La 7A sorpresa Mario Monti sceglie Piazza Pulita, per spiegare a Corrado Formigli e agli italiani le “ragioni del rigore”, ad urne chiuse e senza l’assillo delle diatribe politiche sempre dietro l’angolo nell’Italia della “transizione infinita”. Il Presidente del Consiglio non è mai stato un presenzialista dei talk show, anche se nelle prime settimane dopo l’insediamento del suo esecutivo vi era stata una discesa in campo massiccia dei tecnici di governo nei salotti televisivi nazionali. La scelta di Porta a Porta (nell’ormai celebre puntata del Novembre 2011) come pulpito privilegiato per entrare in confidenza col popolo tele-dipendente aveva segnato uno spartiacque, inaugurando il Monti-Style in tv: niente toni professorali o saccenti, qualche battuta ad alleggerire il clima e una crescente confidenza con obiettivi e telecamere, quasi a voler dimostrare una certa continuità (quanto meno su questo fronte) col “Grande Comunicatore” che lo aveva preceduto a Palazzo Chigi.

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Rispetto a Porta a Porta, Piazza Pulita ha un target ben diverso, ragion per cui sono in molti (come emerge chiaramente dai tweet apparsi sul sito del programma di Corrado Formigli) ad augurarsi domande scomode e vero contraddittorio nei confronti del Professore della Bocconi, senza tappeti rossi e convenevoli di sorta. I temi della puntata ruoteranno attorno alla crisi dell’Europa, col rebus della Grecia che mette in dubbio la tenuta dell’intero progetto comunitario creando imbarazzo tra i vari leaders degli stati membri. In studio con Corrado Formigli e Mario Monti ci saranno anche Federico Fubini, analista economico del Corriere della Sera, e Rachel Donadio, giornalista del New York Times, pronti a dare il loro contributo alla lettura dei fatti che stanno sconvolgendo l’assetto dell’economia nazionale e mondiale. Qual è il ruolo che Monti intende ritagliare all’Italia per l’immediato futuro dell’Unione Europea?

Non è un mistero che ai piani alti di Bruxelles stiano pensando ad una exit-strategy della Grecia, ma la rottura dell’unità monetaria, per quanto “sdoganata” da alcuni economisti e diverse forze politiche (premiate peraltro dagli elettori, in Grecia ma non solo) non sarebbe priva di conseguenze sull’intero sistema economico: cosa succederebbe in Italia se di colpo si decidesse o si fosse costretti a tornare alla moneta nazionale? Per rilanciare l’Europa, riconquistando al contempo la fiducia dei cittadini, occorrono atti concreti, una “fase due” che stenta a prendere il via nonostante gli annunci rassicuranti dei leaders comunitari. Se l’asse rigorista Merkel-Sarkozy sembra tramontato, resta da vedere quali saranno le politiche per la crescita e lo sviluppo del “nuovo corso europeo”, e per quanto riguarda il nostro paese quali saranno le mosse di Mario Monti per ridare all’Italia la speranza perduta.