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Beppe Grillo, fuori programma ad Alghero: blitz del parroco e stop al comizio

Scritto da , il Giugno 4, 2012 , in Personaggi Tv Tag:,
Grillo interrotto dal parroco

text-align: justify”>Grillo interrotto dal parrocoSe Beppe Grillo non disdegna sorprese e provocazioni, neanche i suoi detrattori perdono occasione per garantire visibilità al MoVimento 5 Stelle, con iniziative talmente colorite da far gongolare il Beppe nazionale ed il suo sempre più numeroso popolo. Quello di Alghero è stato un breve ma esilarante show, col parroco della vicina chiesa a fare da involontario “sparring partner” del comico genovese, pronto a raccogliere l’assist per dare un saggio del suo repertorio di satira irriverente. Il motivo del contendere, in questo memorabile duello tra Beppe Grillo e don Tonino Manca, era l’orario del comizio del M5S, che a detta del parroco interferiva con l’attività liturgica, venendo meno ad un preciso accordo di “rispetto” reciproco. Nello stupore generale, è stato proprio don Tonino ad alzare la voce, accusando Grillo di scarsa correttezza verso “il popolo di Dio”, dato il disturbo arrecato dall’iniziativa politica ai fedeli della sua parrocchia, contemporaneamente impegnati nell’ascolto della Messa domenicale.

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Troppo facile per Grillo imbastire un siparietto, anche per fornire una valida exit strategy all’insolito incursore, peraltro subissato dai fischi di tanti simpatizzanti del MoVimento, decisamente spazientiti per tale azione di disturbo. “Questa è una giornata di festa, per tutti, anche per la Chiesa e per Dio che ci sta giudicando”, ha comunque precisato Grillo per dribblare la polemica e minimizzare l’accaduto, nonostante l’insistenza del parroco ed i crescenti mugugni degli attivisti, poco propensi ad ascoltare la severa predica dell’inatteso ospite. Senza questo singolare episodio, difficilmente si sarebbe parlato, sui media nazionali, dell’iniziativa del M5S ad Alghero, luogo-simbolo di una regione (la Sardegna) ferita ed umiliata da una classe dirigente nazionale troppo spesso sorda alle istanze di quei territori che per primi hanno subito gli effetti devastanti della crisi economica.

Beppe Grillo da tempo parla di “colonizzazione” della regione, spogliata forse definitivamente dei suoi beni più preziosi, come l’ambiente (compromesso dall’inarrestabile cementificazione di aree urbane e costiere) e le industrie che garantivano lavoro e stabilità a migliaia di famiglie. La crisi del sistema-Italia trova una perfetta sintesi nella vicenda del popolo sardo, precipitato in una condizione di drammatica emergenza e privo ormai di un’autentica sponda politica e (soprattutto) istituzionale, come dimostra l’infelice epilogo di tutte le vertenze per la difesa del lavoro degli ultimi anni: dagli operai dell’Alcoa agli allevatori, per finire coi minatori del Sulcis, la lista delle emergenze irrisolte in Sardegna è lunga e probabilmente destinata ad aumentare. Chi ridarà la speranza al popolo sardo?