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Berlusconi pronto al dopo-Monti: “Io ancora leader dei moderati”

Scritto da , il Giugno 22, 2012 , in Personaggi Tv Tag:,
Berlusconi si ricandida

text-align: justify”>Berlusconi si ricandidaSilvio Berlusconi vuole tornare in campo, in vista delle prossime elezioni politiche, naturalmente con un ruolo da protagonista. Con buona pace del “delfino” Angelino Alfano, sarà probabilmente il Cavaliere a guidare il centro destra nella riconquista del consenso perduto. La campagna elettorale ancora non è iniziata, ma i primi segnali di una battaglia che si annuncia “epica” si riscontrano nelle parole dell’ex premier, solo momentaneamente ai box per una pausa di riflessione. Da qui alla primavera del 2013 sarà un’escalation di annunci, proposte, iniziative ad effetto, per arrivare alla data del voto con il consueto contorno di veleni e colpi proibiti. Mentre nel campo progresista regna una certa confusione in attesa delle risolutive primarie (di partito o di coalizione, resta da stabilire) per la leadership, dalle parti dell’ex maggioranza di centro-destra tutto potrebbe magicamente ricomporsi, riportando indietro le lancette del tempo. Lo ha detto chiaramente, Berlusconi, in occasione della presentazione del libro “L’onestà al potere” dell’amico Roberto Gelmini: “Terminata la fase transitoria del governo Monti, potrei tornare a guidare i moderati”, parole che suonano come una sorta di auto-candidatura quasi ufficiale, con potenziale effetto-domino sulle velleità di leaders alternativi.

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Sono passati poco più di 6 mesi dall’arrivo di Mario Monti a Palazzo Chigi, ma lo stato di salute dell’inedita coalizione destra-centro-sinistra non è dei migliori, soprattutto per via della crisi d’identità di partiti come il Pdl, puniti dall’elettorato anche per il sostegno al governo tecnico. La strategia di Berlusconi, pronto a “staccare la spina” al momento giusto per andare al voto anticipato, mira a scaricare sul Partito Democratico le responsabilità delle misure più impopolari dell’esecutivo Monti, tornando a cavalcare temi “antipolitici” come l’uscita dall’Euro e la drastica riduzione delle tasse. Con un occhio di riguardo al fenomeno-Grillo, il Cavaliere si prepara forse a mettere in piedi qualcosa di simile alla celebre “discesa in campo” del 1994, quando con Forza Italia riuscì ad interpretare, grazie anche al contributo significativo delle televisioni, l’ansia di rinnovamento dell’elettorato “moderato”.

A quasi 20 anni dall’ingresso in politica, con quasi un decennio trascorso al governo, Silvio Berlusconi dovrà usare tutti i mezzi a sua disposizione per riproporsi come figura “di rottura”, a fronte di una richiesta di rinnovamento generazionale e morale che nello stesso Pdl cominciava a far breccia. Che fine faranno le aspirazioni da leader di Daniela Santanchè, Mara Carfagna, Angelino Alfano ed altri esponenti del “nuovo corso” del partito? “Finchè gli italiani lo vorranno”, il candidato-premier del centro-destra, a meno di sorprese, sarà Silvio Berlusconi.