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Euro 2012, “Il Giornale” difende i telecronisti: “Viva gli strafalcioni della Rai”

Scritto da , il Giugno 28, 2012 , in Programmi Tv Tag:

text-align: center”>Fabio Caressa ha attaccato la telecronaca Rai

Durante la consueta rassegna stampa di Rainews,Il Caffè” condotto dal direttore del canale Corradino Mineo, ha attirato l’attenzione del sottoscritto un curioso articolo pubblicato su Il Giornale e a firma di Vittorio Macioce, il quale si avventura in una lunga apologia nei confronti di coloro i quali sono stati elevati a bersaglio dell’opinione pubblica e della critica televisiva, ovvero i telecronisti di Rai Sport. All’inizio ci si è messo il sommo Aldo Grasso – “se gli Europei fossero stati affidati a Telenorba avremmo avuto un servizio migliore” – ma successivamente a sparare sulla struttura sono stati anche i colleghi di Mediaset e Sky, Fabio Caressa in testa ( per intenderci, quello per il quale alla fine del primo tempo “l’arbitro manda tutti a prendere un thè caldo – anche se è estate – ed è marito di Benedetta Parodi).

Russi trasformati in sovietici, Xabi Alonso in Xavi Alonso, Miguel Veloso in Miguel Peloso, Jordi Alba scambiato con Arbeloa: sono bastate queste perle per scatenare l’ironia su Twitter e i diretti interessati non hanno perso tempo nel fare quadrato, criticando i linguacciuti colleghi della concorrenza e rivendicando l’ottimo lavoro svolto dalla Rai. Ecco per esempio cosa dice Paola Ferrari: “Eugenio De Paoli e il suo vice Jacopo Volpi hanno offerto una copertura senza precedenti dell’evento. A me le telecronache sono piaciute molto. […] Non scorderò mai quando abbiamo messo in collegamento un bambino della tendopoli [in Emilia, ndr] con Gigi Buffon, avevo i brividi“.

Invece il notista del quotidiano di proprietà di Paolo Berlusconi, fratello dell’ex premier, scrive: “Non si stupra così mamma Rai. La signora ha i suoi anni, zoppica, veste un po’ all’antica, non ci vede bene, qualche volta inciampa sui nomi, sa di olio canforato e non se la sente di andare ogni volta a prendersi un tè caldo, ma adesso che gli Europei stanno per finire Gentili e Dossena, Bezzi e D’Amico ti fanno simpatia“. Per Macioce anche il tanto elogiato Nando Martellini confuse Altobelli con Jacobelli per dieci minuti ai mondiali messicani del 1986, rivelandosi la sua gaffe più clamorosa ma non l’unica. E diventa addirittura complottista in chiusa di articolo:

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Ma se fosse tutto un trucco? Magari sbagliano in modo consapevole perché hanno letto Fenomenologia di Mike Bongiorno di Umberto Eco. Mike era come i suoi telespettatori. Il pubblico si rivedeva in lui. Come dice Garimberti? «Certi telecronisti sono diventati divi e divetti della tv. Sono insopportabili». Europei 2012. I Mike Bongiorno in finale contro Caressa“. No, caro Macioce, il problema di questi giornalisti non è costituito dall’errore nell’indicare il cognome del giocatore, quanto nell’incapacità di accompagnare il telespettatore nel racconto dell’incontro calcistico. E in questo Martellini e Pizzul erano bravissimi, così come lo è il sottoutilizzato Stefano Bizzotto.