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Mammoni, Luca Soddu da corteggiatore a licenziato perché gay

Scritto da , il Giugno 22, 2012 , in Programmi Tv
luca soddu corteggiatore mammoni italia uno

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“In Italia esistono varie giuste cause per poter licenziare un collaboratore/dipendente ma che una di queste cause fosse il programma “Mammoni – Chi vuole sposare mio figlio?” mi giunge nuova”: Questo è l’incipit con il quale Luca Soddu corteggiatore del docu-reality di Italia Uno racconta di un avvenimento accaduto non molto tempo fa e che lo vede discriminato sotto il punto di vista lavorativo. Stando a quanto racconta in una sua nota pubblicata sul suo profilo Facebook, il ragazzo è stato licenziato dalla Marketing & Comunicazione di Alvino Carmine per la sua partecipazione al reality in veste di corteggiatore omosessuale, cosa che quindi potrebbe ledere la reputazione dell’azienda rispetto ad attuali e futuri clienti.

Ma oltre al danno anche la beffa; nella nota infatti si legge che oltre ad esser stato sbattuto fuori senza una reale causa, il titolare dell’azienza sopra citata non vuole corrispondere a Luca Soddu nemmeno lo stipendio maturato nella mensilità di Aprile 2012. Nella nota si legge: “Da voci interne indiscrete di dipendente della Marketing & Comunicazioni sono venuto a conoscenza che il signor Alvino Carmine titolare della società non intende avere nessun rapporto di collaborazione con Luca Soddu in quanto gay dichiarato e riconoscibile da nostri clienti in sede lavorativa perciò non intende pagare lo stipendio. In queste settimane più volte sono stati i tentativi di contatto con questo soggetto dalla richiesta di appuntamento, nel presentarsi in sede, nell’invio di comunicazione scritta tramite raccomandata a/r e varie telefonate ma tutti i componenti dell’amministrazione si negano…“.

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Fatto disdicevole quanto increscioso che si va ad associare a quello avvenuto (ed esternato) settimana scorsa dal mammone Pierpaolo Lisca che è stato preso di mira da insulti abbastanza pesanti sui social network per questioni puramente futili. Fra Gay Pride bolognesi mai considerati da stampa e tv, Cecchi Paone e il caso “Gay in Nazionale” e l’omofobia dilagante, che prezzo bisogna pagare per vivere la propria sessualità in santa pace?