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Piazza Pulita 31 Maggio, tra terremoto e lotte di potere

Scritto da , il 1 Giugno, 2012 , in Programmi Tv
La politica a Piazza Pulita

text-align: justify”>La politica a Piazza PulitaIl dramma del sisma in Emilia Romagna ha da giorni rivoluzionato i palinsesti delle principali reti nazionali, ed anche i talk show più marcatamente politici, come quello condotto da Corrado Formigli, hanno speso gran parte delle loro energie per raccontare il dramma che ha sconvolto una delle regioni più virtuose del nostro paese. In un’alternanza di interviste, servizi dai paesi simbolo della tragedia in corso (a cura degli inviati Luca Rosini e Valentina Petrini) e collegamenti in diretta, l’ultima puntata del mese di Piazza Pulita ha fornito una visione a 360 gradi dell’emergenza terremoto, senza tralasciare nessun aspetto: il disagio di chi dorme nelle tendopoli, la paura delle famiglie che non vogliono allontanarsi da casa, l’incubo della perdita del lavoro, la voglia di ripartire delle piccole e medie imprese, la rabbia verso una politica assente o comunque vicina a parole ma lontana dal territorio. Il dibattito in studio, con Ignazio La Russa del Pdl, Matteo Richetti del Pd, Giulio Cavalli di Sel a rappresentare le diverse istanze dei partiti, si è spostato ben presto (suscitando anche più di qualche mugugno tra i cittadini emiliani collegati) su temi più strettamente politici, come la querelle sulla parata militare del 2 Giugno (voluta dal Presidente Napolitano nonostante le proteste di chi voleva destinarne i fondi ai terremotati) e le scelte economiche del governo.

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Insieme a Corrado Formigli, ad animare la discussione c’erano anche Marco Damilano dell’Espresso e Dario Di Vico del Corriere della Sera, entrambi decisamente critici verso la classe dirigente nazionale, specie in un contesto come quello attuale, dove occorrere uno scatto d’orgoglio per riprendere le redini di un paese in declino. Mentre le popolazioni di Medolla, Mirabello e di altri comuni colpiti dal sisma chiedono aiuti concreti, “in Italia continua ad esserci un sovrappiù di speculazione politica”, è toccato constatare a Richetti di fronte alle puntuali polemiche post-terremoto. Pur non essendo decisivo, rimane scottante il nodo dellle prossime celebrazioni del 2 Giugno, Festa della Repubblica che mai come quest’anno rischia di passare alla storia come “pomo della discordia” tra politica e cittadini, considerata la forte contrarietà di una (discreta) parte dell’opinione pubblica alle solenni celebrazioni confermate per domani.

Se in Italia si prova a ricomporre un sistema politico ed economico in frantumi, nel vicino Stato Pontificio si prova ad arginare una falla che rischia di minarne alla base la stabilità (o forse la credibilità): la fuoriuscita di documenti riservati della Santa Sede, abilmente intercettata dal giornalista Gianluigi Nuzzi col libro “Sua Santità-Le carte segrete di Benedetto XVI”, è una sorta di “vaso di Pandora” che sta provocando reazioni a catena, tra autorità politiche e religiose. La tensione creata dalle ultime rivelazioni delle beghe interne al Vaticano non si placa, come testimoniato anche ieri nella seconda parte di Piazza Pulita, quando lo stesso Nuzzi (ospitato da Formigli per difendersi dalla pioggia di accuse di questi giorni) ha dovuto fronteggiare le severe critiche di Paola Binetti (parlamentare dell’Udc, assai vicina alle posizioni del Pontefice) e di Antonio Socci, giornalista da sempre attento alle questioni religiose. In Italia e in Vaticano, arriveranno tempi migliori?