X


Tv, Confalonieri difende il modello-Mediaset: “Certi attacchi favoriscono Sky”

Scritto da , il Giugno 5, 2012 , in Personaggi Tv Tag:,
Confalonieri respinge le critiche a Mediaset

text-align: justify”>Confalonieri respinge le critiche a MediasetMediaset e Rai bocciate dalla stampa estera? Fedele Confalonieri prova a contrattaccare, accusando senza mezzi termini l’autorevole Financial Times di fare il tifo per Sky in chiave anti-italiana. A spazientire il Presidente di Mediaset è stato un editoriale del quotidiano economico inglese, particolarmente severo con la televisione italiana, considerata “priva di idee” in tema di programmazione e prigioniera del conflitto d’interessi del tycoon Berlusconi. La polemica, per nulla nuova a livello di contenuti ma insolita per protagonisti e sede della “contesa” (le colonne del Financial Times, per l’occasione aperte alla replica del manager lombardo), ha portato oltre confine la discussione sul nodo della qualità dell’informazione e dell’intrattenimento nelle reti generaliste italiane. Tra le varie questioni poste dal giornale britannico, l’ingerenza della politica sui mass media e la diffusa volgarità degli spettacoli proposti da Rai e Mediaset, argomenti “sul filo del razzismo” per Confalonieri, su tutte le furie per l’ennesimo polverone sollevato dalla stampa straniera.

[imagebrowser id=3670]

Tra le righe del fondo a firma Tony Barber, vi sarebbe, stando ai sospetti della dirigenza di Cologno Monzese, un anti-berlusconismo di ritorno con l’aggravante della simpatia per Rupert Murdoch e la sua corazzata Sky. Il mercato radiotelevisivo in Italia sta conoscendo una fase di calma apparente, ma tanti elementi depongono a favore della rottura dello storico duopolio Rai-Mediaset: il consistente calo della raccolta pubblicitaria delle reti “berlusconiane”, il contestuale crollo delle azioni Mediaset in Borsa, l’impasse politico-istituzionale sull’attribuzione delle frequenze e sull’assetto della Tv di Stato (neanche il governo tecnico ha insistito nel portare avanti la riforma della “governance” di Viale Mazzini), la significativa crescita della concorrenza non generalista, sono campanelli d’allarme non più trascurabili per i vertici del Biscione e della Rai.

Non è un caso che gli strali di Fedele Confalonieri, sicuramente appoggiato se non ispirato dal Cavaliere in questa battaglia strategica, si siano diretti da tempo verso i “nemici stranieri” in costante crescita, da Google a Sky, giganti in grado di scardinare in poco tempo il sistema mediatico nazionale. L’articolo di Barber ha affondato il coltello nella piaga, ripercorrendo per filo e per segno le fasi del declino del gruppo editoriale di Silvio Berlusconi, senza omettere commenti sui metodi “illiberali” utilizzati dal Premier-Editore per far crescere prima e mantenere poi il suo impero televisivo. Nel ribadire la validità del modello nostrano di tv generalista, Confalonieri ha anche riservato diverse punzecchiature a chi invoca più o meno indirettamente (il riferimento chiaro è agli inglesi e a Murdoch) una sorta di nuova “civilizzazione dell’Italia”. La guerra fredda tra editori è appena cominciata?