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Euro 2012, l’altra faccia dello spettacolo: la “strage dimenticata” dei cani in Ucraina

Scritto da , il Luglio 2, 2012 , in Notizie Varie Tag:,
Animalisti contro gli Europei di calcio

text-align: justify”>Animalisti contro gli Europei di calcioLo sport unisce i popoli, ma a volte i grandi eventi nascondono dei lati meno presentabili rispetto allo sfavillante spettacolo ripreso dalle telecamere di tutto il mondo. Gli interessi economici fanno dimenticare ai governi ed agli enti organizzatori i costi “non monetizzabili” del gioco, soprattutto se le competizioni si svolgono in paesi culturalmente e geograficamente lontani dalla “vecchia Europa” o comunque dal cuore dell’Occidente. I Campionati Europei di calcio appena conclusi, nella cornice apparentemente perfetta delle città polacche e ucraine, saranno ricordati non solo per le prodezze di Balotelli, Buffon, Iniesta e Xavi, ma anche per la silenziosa ma cruenta eliminazione dei randagi dalle strade di Kiev e delle principali città dell’Ucraina. L’allarme per la “strage degli innocenti”, pianificata ed effettuata dalle varie amministrazioni locali (e forse non solo) di uno dei due stati organizzatori, era stato lanciato dalle associazioni animaliste di tutto il continente, su sollecitazione di non pochi cittadini ucraini, impotenti di fronte alla violenta opera di “pulizia” delle zone interessate dall’afflusso turistico per Euro 2012.

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In Italia erano state l’Oipa, la Lav, l’Enpa e gli Animalisti Italiani a protestare, già alcuni mesi prima dell’inizio del torneo, alla luce delle migliaia di segnalazioni (con tanto di foto e video raccapriccianti) provenienti da Kiev ed altre piazze dell’Ucraina, dove la marcia di avvicinamento agli Europei veniva “agevolata” con la spietata soppressione di cani randagi, senza alcun dialogo con le organizzazioni a tutela degli animali. L’eco di tali violenze era arrivata anche al grande pubblico italiano, grazie al megafono offerto da trasmissioni come Bau Boys e Striscia la Notizia (sempre in prima fila sul fronte dei diritti degli “amici a 4 zampe”) alla protesta degli animalisti contro gli organizzatori di Euro 2012, Uefa in primis.

Soltanto nelle ultimissime settimane, il governo di Kiev aveva dato un segnale distensivo, promettendo ascolto ai volontari dell’Oipa, associazione a carattere internazionale molto attiva in Italia con tanto di “diplomatici” pronti a stabilire canali privilegiati coi governi nazionali: magra consolazione, a fronte delle migliaia di cani “sacrificati” sull’altare dello spettacolo sportivo. Ad Europei conclusi, sarà bene aprire una riflessione sugli aspetti extra-calcistici della competizione, tenendo conto della forte contrarietà alle scelte dell’Uefa di tanti cittadini di tutta l’Unione, una parte dei quali ha scelto di boicottare l’intera competizione per solidarietà con gli animali uccisi. Non è l’unica nota stonata, comunque , per una kermesse sportiva che ha forse divertito il pubblico a casa, ma ha nascosto sotto il tappeto la polvere dei diritti negati.