X


La Rai trasmetterà il film Diaz nel 2014: verità o menzogna?

Scritto da , il Luglio 8, 2012 , in Personaggi Tv

text-align: justify”>diaz raiE’ ufficiale: la Tv Nazionale ha acquistato i diritti per la messa in onda in prima serata (senza censure?) dello choccante e commovente film di Daniele Vicari “Diaz: don’t clean up this blood”, sulla tragedia e il disordine alla Scuola Diaz di Genova durante il G8 del 2001. Molte sono state le polemiche e le difficoltà che la pellicola ha dovuto attraversare per uscire alla luce del sole sia per i contenuti forti che propina che per una denuncia sociale che ha aperto gli occhi a molti spettatori su quanto davvero fosse accaduto quella notte del 21 luglio 2001 nel capoluogo ligure e che i mass media e lo Stato  hanno cercato in tutti i modi di mettere a tacere. Una pagina buia della nostra storia che solo di recente è riuscita a trovare un lontano senso di giustizia con la sospensione dei poliziotti responsabili di quella mostruosa operazione che sono rimasti in servizio fino a pochi giorni fa, senza pagare per il male fatto e le menzogne vendute al popolo.

Dopo una promozione che ha visto i protagonisti del film come Elio Germano girare di trasmissione in trasmissione per pubblicizzare il prodotto, la Rai ha deciso di accogliere la causa e di acquistare i diritti per la messa in onda del film, non senza critiche e campanelli dall’allarme sulla sua possibile trasmissione sulla Tv di Stato. Per legge, un film nelle sale non può essere trasmesso in tv per un periodo di due anni, utile per la circolazione home video e la precedenza riconosciuta alla paytv (infatti Sky trasmetterà l’opera di Vicari a partire da dicembre). La tv generalista manterrà l’impegno preso trasmettendo Diaz andando contro le riserve e i timori di una classe dirigente responsabile di un massacro che ancora oggi stenta a riconoscere?

[imagebrowser id=4193]

Non ci resta che attendere l’arrivo del dicembre 2014 per scoprire il destino di “Diaz: don’t clean up this blood”, almeno che la Filmauro, casa di produzione del film, non accordi preventivamente alla Rai la messa in onda della pellicola prima dei canonici due anni di attesa: in quel caso la Tv Nazionale non avrebbe scusanti.