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Mauro Masi senza rimpianti: “Con me Santoro e Dandini hanno sempre lavorato”

Scritto da , il Luglio 18, 2012 , in Notizie Varie Tag:
Masi rivendica le sue scelte

text-align: justify”>Masi rivendica le sue scelteNessun rimpianto, nessun rimorso per l’ex Direttore Generale della Rai Mauro Masi, protagonista di una delle gestioni più turbolente della tv pubblica, in piena “era berlusconiana”. In un’intervista a briglie sciolte al Fatto Quotidiano, Masi ha rivendicato punto per punto le sue scelte da massimo dirigente del servizio pubblico, senza rinnegare nulla del suo passato a cavallo tra politica e ambienti “che contano”. Il primo pensiero, parlando di televisione, va necessariamente alla lunga querelle con Michele Santoro ai tempi di Annozero, contesa terminata senza vincitori né vinti per via dell’avvicendamento con Lorenza Lei al piano più alto di Viale Mazzini.

Dialogando con Carlo Tecce, giornalista del Fatto Quotidiano specializzato nelle inchieste su politica e media, l’ex dg prova a sdrammatizzare sull’argomento più caldo e imbarazzante: “Non volevo cacciare Santoro, immaginavo un contributo diverso per lui. E poi con me la Dandini e Santoro non hanno perso una puntata”. Pochi, tra gli addetti ai lavori, dimenticheranno però i ripetuti blitz anti-Annozero di Masi ed altri, poi intercettati nell’ambito dell’inchiesta condotta dalla Procura di Trani sulle pressioni politiche in Rai.

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La celebre incursione telefonica durante la diretta del programma di Michele Santoro, quando l’allora Direttore Generale prese pubblicamente le distanze dalla trasmissione meno filo-governativa del servizio pubblico, fu probabilmente un autogol, anche se Masi giura di “non essere stato sostituito, perché nessuno in Rai lo chiese”. Nel futuro potrebbe esserci spazio per una vecchia passione, la politica, non necessariamente nel campo di riferimento tradizionale, quel centro-destra che l’aveva voluto a viale Mazzini come “fedelissimo” della vecchia maggioranza: “Sono un liberale, buono per la destra e per la sinistra, ma il mio preferito per certi versi è Fausto Bertinotti. Ed è interessante anche il fenomeno-Grillo.

Tornando alle contestate scelte in Rai, non deve aver fatto piacere all’ex Dg la notizia della solenne bocciatura del Tar per il mancato accordo con Sky sulle trasmissioni in chiaro via satellite, decisione che secondo i giudici procurò un danno di 350 milioni all’erario. Grazie alle non poche amicizie influenti (“Bisignani è un amico di vita), Masi si è sempre destreggiato con abilità nei palazzi del “potere”, avendo lavorato diversi anni a Palazzo Chigi e potendo vantare anche ottimi rapporti con “pezzi da novanta” a livello internazionale (George Bush, Gustavo di Svezia e l’ex presidente brasiliano”, tanto per citarne alcuni). L’incarico al Consap è solo una parentesi, in vista di un “ritorno al futuro” che per Mauro Masi suonerebbe come una rivincita personale.