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Rai criptata per gli utenti Sky, stop del Tar: “Illegittimo”

Scritto da , il Luglio 13, 2012 , in Notizie Varie Tag:
Il Tar boccia le reti criptate della Rai

text-align: justify”>Il Tar boccia le reti criptate della RaiBrutte notizie per vecchi e nuovi dirigenti del servizio pubblico. La scelta di “azzoppare” l’offerta del concorrente Murdoch, oscurando le reti del servizio pubblico per gli utenti di Sky, si è rivelata un boomerang e adesso rischia di aprire scenari problematici in casa Rai. La sentenza del Tar di Roma getta un’ombra pesante sull’intera operazione, soprattutto in relazione ai costi proibitivi sostenuti in questi anni dall’azienda pubblica, a fronte di un risultato assai modesto, se non controproducente in toto. La perdita totale, per le casse pubbliche, ammonterebbe a 350 milioni di euro, cifra che la proprietà di Sky aveva offerto per coprire 7 anni di programmazione sulla propria piattaforma. Rifiutando nel 2009 la proposta di Rupert Murdoch, i vertici Rai puntavano da un lato al lancio del progetto Tivusat coi relativi decoder digitali “sponsorizzati” dal duopolio televisivo, e dall’altro all’indebolimento della concorrenza della tv satellitare. Già allora non mancarono né le polemiche (sia in Commissione Vigilanza che in altre sedi istituzionali) né le contromosse di Murdoch, tra tutte l’innovativa “Digital Key” che permetteva agli abbonati di saltare il passaggio del decoder per continuare a ricevere il segnale delle reti pubbliche. Ad oggi, pochi tra i dirigenti di Viale Mazzini si sono assunti la paternità della decisione, ma l’input principale in quel Luglio di 3 anni fa venne dall’allora Dg Mauro Masi insieme all’ex Ministro della Comunicazione Paolo Romani.

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Tirando le somme di questi lunghi e sofferti anni di progressivo passaggio all’era digitale, è proprio la Rai a dover fare una seria riflessione, essendo rimasta piuttosto indietro rispetto a Mediaset e non avendo neanche arginato l’avanzata di Sky, nonostante gli sforzi evidenti prodotti in tal senso (anche per volontà “politica”). Con la decisione appena comunicata dall’organo competente di giustizia amministrativa, il servizio pubblico subisce peraltro l’onta della bocciatura dei giudici su una decisione di notevole importanza anche simbolica: come affermato dal Tar, la Rai è venuta meno ai propri “obblighi di servizio pubblico”, danneggiando il diritto dei cittadini-abbonati (gli stessi utenti Sky pagavano regolarmente il canone) ad essere informati. L’imbarazzo per i responsabili di tale sconfitta aumenta, se si pensa che nella stessa sentenza si parla apertamente di “aiuto di Stato” nascosto dietro l’operazione Tivusat del 2009. A gioire della “giustizia fatta” sono in tanti, a partire dalle migliaia di telespettatori penalizzati nella fruizione dei programmi Rai “oscurati”, ma per l’ennesima volta ad uscirne con le ossa rotte è l’immagine (già piuttosto malconcia) della Tv di Stato.