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Quinta Colonna: tante urla e poca imparzialità

Scritto da , il 28 Agosto, 2012 , in Programmi Tv
paolo del debbio

text-align: justify”>paolo del debbioI numeri sono favorevoli: la nuova stagione di Quinta Colonna, cominciata ieri nel prime time di Retequattro, è stata seguita da 1.454.000 telespettatori. E’ cambiato il canale, ma anche il conduttore: Paolo Del Debbio al posto di Salvo Sottile. I numeri sono favorevoli, sì, ma di sicuro in buona parte derivanti dalla curiosità. E, forse, dalla speranza che rispetto alle puntate estive il tiro risultasse aggiustato. Invece non è andata esattamente così. La base del programma sembra essere sempre la stessa: una tv urlata, esagerata, che gode nel girare il dito nella piaga. 

Già, perché – manco a dirlo – ieri si è parlato dall’inizio alla fine di crisi economica. Non solo, quindi, dobbiamo fronteggiarla fin dal risveglio, non solo sta avvelenando le nostre esistenze; per quanto, giunti alla sera, ecco il tormento televisivo. Parole, parole, parole… Sempre le stesse. I giovani non trovano lavoro, gli anziani sono i più penalizzati di tutti e arrivano a rubare nei supermercati, la classe politica non fa niente… E a proposito di classe politica: noi abbiamo la sensazione che Quinta Colonna si stia allontanando un po’ troppo dalla doverosa imparzialità.E’ stato un continuo dare addosso all’operato di Mario Monti (eh sì, perché prima stavamo tutti bene…), puntando il dito contro quella fatidica affermazione in base alla quale la fine del tunnel è vicina. La frase di Monti è apparse poco convincente, ok. Ma non è mica la prima volta che qualcuno tenta di consolarci tramite il verbo e non i fatti, no? La puntata si è aperta con un editoriale di Mario Giordano che ha praticamente demolito la figura del Presidente del Consiglio. E i successivi interventi sono andati avanti lungo la stessa strada.

I tanto attesi estratti del discorso di Roberto Benigni, ospite della festa del Pd a Campovolo? Ridotti al minimo. Sapete com’è, bisognava lasciare il campo libero ai romani che se la prendevano con i padovani per stabilire chi lavori di più e chi meno, chi abbia più volontà e chi meno. Che grande idea, di questi tempi, raffigurare come irrimediabilmente profonda la divisione fra Nord e Sud! Che magnifica idea mostrare i meridionali e i settentrionali ancora pronti a scannarsi, nel 2012! E il Nord è la locomotiva del Paese, e tutte le risorse partono da là ma non tornano indietro, e molti fanno finta di morire di fame e poi vanno in vacanza… E basta!

Non riusciamo a nascondere la nostra delusione. Del Debbio è bravo, per carità, ma a tratti sembra di leggere nei suoi toni un sarcasmo e un’ironia che non piace. Vuole mostrarsi partecipe, nel dramma, ma la cosa non gli riesce affatto bene. E si respira troppa aria di campagna elettorale. Si grida troppo, perdendosi nella retorica. Comunque ci sono altre puntate, teniamo le dita incrociate…

http://youtu.be/-_TAFbxJeC8