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Nicole Minetti e Lele Mora, imbarazzo in tribunale a Milano

Scritto da , il Settembre 28, 2012 , in Notizie Varie Tag:,
Nicole Minetti incontra Lele Mora

La contrapposizione tra Nicole Minetti e Lele Mora sembra sempre più netta, dentro e fuori dalle aule giudiziarie. In aula per l’udienza del processo Ruby, dove entrambi si trovano a fronteggiare le pesanti accuse dei pm milanesi, l’ex manager dei vip e la showgirl prestata alla politica hanno confermato in maniera inequivocabile la reciproca disistima, tenendosi rigorosamente a distanza l’uno dall’altra. Non essendoci sostanziali novità sul fronte giudiziario, l’attenzione dei giornalisti si è così rapidamente concentrata su questo incontro-scontro, anticipato in qualche modo dalle dettagliate confessioni raccolte qualche giorno fa da Giuseppe Cruciani e David Parenzo durante il talk radiofonico di Radio 24 “La Zanzara”. Forte della sua scelta di totale discontinuità con gli anni di vita spericolata da“ostriche e champagne”, Lele Mora non aveva lesinato critiche nei confronti del non più amico Emilio Fede e soprattutto dell’attuale consigliera regionale lombarda Minetti, paragonata in negativo all’ex parlamentare Ilona Staller (in arte Cicciolina) per sottolineare l’inadeguatezza della persona rispetto al ruolo politico svolto.[nggallery id=5214]

Nicole Minetti e Lele Mora, due percorsi ormai antitetici ed inconciliabili: da un lato i riflettori delle passerelle, dall’altro il ritiro in famiglia e nella comunità Exodus di Don Mazzi, prezioso punto di riferimento nella ricerca di una nuova dimensione che allontani le ombre di un passato in buona parte da dimenticare. Persino nel curioso look (crocifisso al collo e camicia nera) sfoggiato oggi stesso in aula a Milano sembra di vedere un’altra persona, un lontano parente dello sfrontato agente dei personaggi più trendy dello star system nazionale. Quanto a Nicole Minetti, la comparsa di oggi in tribunale è stata un fuori programma, evidentemente poco gradito all’altro imputato presente, circostanza che conferma la sensazione di un possibile “tutti contro tutti” nel corso delle prossime tappe del delicato processo milanese.

Nelle stesse ore, i giudici della Quinta Sezione Penale del capoluogo lombardo hanno ascoltato in qualità di testimoni il padre di Karima El-Maroug ed anche Luigi Sorrentino, membro della scorta di Emilio Fede (quest’ultimo accusato, insieme a Mora e Minetti, di favoreggiamento della prostituzione) all’epoca dei fatti contestati. Sullo sfondo dell’intera vicenda, si staglia la figura dell’ex Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, da tempo impegnato coi suoi legali (guidati dal fedelissimo Niccolò Ghedini) a trovare una valida exit-strategy per mettersi alle spalle uno dopo l’altro i pesanti capi d’accusa mossi dai pm milanesi. Nonostante le rassicurazioni fornite da Lele Mora, il celebre “bunga bunga” di Arcore rischia di rappresentare, per inquirenti ed opinione pubblica, qualcosa di profondamente diverso da una “semplice barzelletta”.