X


Festival di Sanremo 2013: le pagelle della prima serata. Bene Chiara e Daniele Silvestri

Scritto da , il Febbraio 13, 2013 , in Festival di Sanremo Tag:
Foto di Sanremo 2013, prima serata

text-align: justify”>Foto di Sanremo 2013, prima serataFESTIVAL DI SANREMO 2013: LE PAGELLE DELLA PRIMA SERATA. E’ andata in onda ieri sera la prima puntata di questa 63^ edizione del Festival della canzone italiana, della quale ci sentiamo di promuovere la brava e simpatica Luciana Littizzetto. Ed eccoci oggi pronti a darvi le nostre pagelle sui primi 14 brani cantanti nella kermesse. La sensazione generale è che tra i brani di ieri sera nessuno ha convinto pienamente da lasciar pensare che possa vincere il Festival. Che gli artisti di questa sera abbiano la vittoria in mano? Per scoprirlo dobbiamo aspettare e ascoltare le altre 14 canzoni, sperando anche che il livello sia un po’ più alto rispetto a quello di ieri sera.

Festival di Sanremo 2013: le pagelle della prima serata. Insomma un Festival che era già stato accusato di essere poco ‘nazional-popolare‘ nella prima serata ha confermato queste ipotesi, i brani non sono di certo i migliori degli ultimi anni. Prima però di dare un giudizio complessivo aspettiamo gli altri 7 big in gara. Ora vi lasciamo dopo il salto alle pagelle della prima serata e le sufficienze sono veramente poche.

Festival di Sanremo 2013: le pagelle della prima serata in ordine di esibizione.

MARCO MENGONI

L’ essenziale – Voto 5,5: Canzone sul classico stile Sanremese, di sicuro adatta alla voce di Mengoni e che ammicca al grande successo del cantante ‘In un giorno qualunque‘. La melodia è bella, ma il testo è di una banalità terrificante. Non sarà di certo una canzone che passerà alla storia del Festival, ma come inizio non c’è male.

Bellissimo – Voto 5: Testo banale e ci si aspettava sicuramente molto di più dagli autori del pezzo. Il problema è che la canzone non convince in nessun punto e la sensazione del ‘già sentito‘ purtroppo si fa sempre più viva mentre la canzone va avanti. Mengoni la canta bene, in maniera precisa, ma purtroppo il brano non lo esalta e il risultato finale non è certo quello che ci si aspettava. Il pubblico infatti elimina subito il brano.

RAPHAEL GUALAZZI

Senza Ritegno – Voto 5: Siamo nel classico stile musicale del ragazzo, ma questa canzone non è di certo una delle migliori della sua carriera. La voce non c’è e sembra che il cantante non riesca a stare dietro al cambio di velocità previsto dalla canzone. Il testo parla, come nella tradizione del Festival, di amore anche se un po’ surreale.

Sai(Ci basta un sogno) – Voto 5,5: La storia di un amore in crisi e la volontà di salvarlo. Questo in breve il senso della seconda canzone, dove si è cambiata completamente l’ atmosfera: si passa ad un’ esecuzione più intima. Al brano manca comunque quel tocco per renderla un successo. Bello lo slancio finale, ma non basta per permettere al brano di puntare ad un’ eventuale vittoria finale.

DANIELE SILVESTRI

A bocca chiusa – Voto 6,5: prima canzone cantata a piano e voce. Un testo importante, sicuramente uno dei più belli e impegnati della prima puntata. Non sarà un successo radiofonico, ma merita sicuramente di essere menzionata come una delle più belle della serata, almeno per la qualità e per il messaggio che vuole lanciare. Silvestri canta anche un ritornello a bocca chiusa con Renato Vicini, interprete italiano del linguaggio dei segni.

Il bisogno di te(ricatto d’onor) – Voto 4,5: Silvestri cerca di ricalcare le orme di alcuni suoi grandi successi e tormentoni, ma l’ effetto purtroppo non è lo stesso, forse perché anche lui stesso non sembra tanto convinto. La sensazione è che Silvestri abbia puntato tutto sul primo brano, che in effetti passa il turno, e che il secondo sia stato eseguito solo perché ‘obbligato‘ dal regolamento.

SIMONA MOLINARI E PETER CINCOTTI

Dr. Jekyll e Mr. Hide – voto 5: un brano che ci riporta a delle sonorità anni 50 che però sono anacronistiche per un Festival che si era presentato come ‘contemporaneo‘. La Molinari è brava e si sente, l’ apporto del pianista americano Peter Cincotti è quasi impercettibile, ma la canzone è un classico swing che abbiamo già sentito.

La Felicità – voto 6-: Canzone un po’ più coinvolgente della prima, ma anche in questo caso siamo in uno stile decisamente retrò. Brano pieno di ritmo e vitalità, anche in questo caso Cincotti si limita a cantare pochissime parole in italiano e la sua partecipazione in coppia la ragazza non capiamo più che senso abbia. Il pubblico ha giustamente scelto questa seconda come canzone in gara.

MARTA SUI TUBI

Dispari – voto 5: sono una delle band alternative più originali, ma questo non basta per poter convincere ad un Festival della canzone italiana. Il brano è lontano dal poter essere apprezzato da un pubblico come quello del Festival, loro giocano sulla musica con sonorità differenti rispetto a tutti gli altri, ma la voce del cantante, non nella sua miglior forma, proprio non convince. Troppo alternativi per Sanremo?

Vorrei – voto 5: un brano che può essere un po’ più immediato nell’ ascolto, ma siamo anche in questo caso lontani dal poter sfondare a Sanremo(che poi forse non è nei loro intenti). Nel pezzo si ripresenta una grande varietà nella scelta melodica e un testo sicuramente originale, ma non basta. Tornano in gara giovedì proprio con questa seconda canzone.

MARIA NAZIONALE

Quando non parlo – voto 4: La canzone inizia con un “Quando non parlo, sto zitta” che non lascia presagire una grande originalità. Una melodia che richiama sonorità portoghesi, ma il brano passa, si fa ascoltare, ma alla fine non lascia nulla in chi lo ascolta. Banale, troppo.

E’ colpa mia – voto 5: Siamo nel classico stile neomelodico napoletano che spesso abbiamo visto nel Festival. Meglio sicuramente del primo brano e al pubblico di Sanremo comunque può piacere, visto che ha sempre apprezzato canzoni di questo genere. Noi invece arrivati al sesto cantante in gara ci chiediamo se veramente non ci fossero canzoni migliori per questo Festival.

CHIARA GALIAZZO

L’ esperienza dell’ amore – voto 6: Una canzone che ha bisogno di essere riascoltata per essere apprezzata, bene nelle strofe, meno nel ritornello. Chiara parte incerta, ma poi abbandona l’ emozione e si lascia andare regalandoci una bella interpretazione. Ma per lei si poteva sicuramente fare meglio.

Il Futuro che sarà – voto 6,5: un vero e proprio tango che richiama subito alla mente la sua interpretazione di ‘The final countdown‘ a X Factor. La penna è quella raffinata di Bianconi e la si può riconoscere in tutto il testo. Il brano convince, non rimane facilmente in testa anche se è più immediato rispetto al primo. Ma d’ altronde quale delle canzoni della prima serata ha lasciato veramente il segno?