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Giornata del ricordo, Simone Cristicchi presenta una brano in onore delle vittime delle foibe

Scritto da , il Febbraio 10, 2013 , in Festival di Sanremo Tag:
Simone Cristicchi sul palco

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SANREMO 2013, SIMONE CRISTICCHI NON PORTERA’ IL SUO BRANO SULLE FOIBE AL FESTIVAL. Dopo cinque lunghi anni dal trionfo sanremese con il brano Ti regalerò una rosa, il cantautore Simone Cristicchi torna sul palco del Teatro Ariston, trascinando dietro di se le prime polemiche. Durante un’intervista, Cristicchi ha infatti annunciato la presenza  all’interno del suo nuovo cd (Album di famiglia) di un brano incentrato sulla diaspora giuliana. La strage delle foibe è un tema molto caro al cantautore, il quale lo scorso 4 luglio ha inaugurato un progetto in onore del cantante Sergio Endrigo, una produzione NEM-Nuovi Eventi Musicali, in collaborazione con Orchestra da camera I Nostri Tempi. Durante l’evento Cristicchi ha citato il Magazzino 18, situato nel Porto Vecchio di Trieste, ricordando poi i tragici avvenimenti delle foibe, che hanno coinvolto migliaia di nostri connazionali. Il nuovo brano si chiama proprio Magazzino 18, stesso titolo dello spettacolo teatrale sul tema, che debutterà il 22 ottobre al teatro Stabile di Trieste.

Oggi, 10 febbraio 2013, si celebra la Giornata del Ricordo, una ricorrenza istituita nel 2004 in onore delle vittime delle foibe. Sulla vicenda abbiamo sempre avuto due opinioni completamente divergenti.  Da un lato i sostenitori dell’ideologia di destra denunciano la poca importanza data alla ricorrenza e puntando il dito contro il regime comunista titino, mentre d’altro canto alla sinistra piace focalizzarsi sugli avvenimenti precedenti alle foibe, che hanno avuto come protagonista la violenza del fascismo. Discussioni inutili e fuorvianti, che non recano giustizia alla memoria della morte di moltissime persone innocenti. Basterebbe semplicemente ricordare ogni tipo di massacro, senza alcun tipo di distinzioni. “Quello delle foibe e dell’esodo dall’Istria e dalla Dalmazia è una ferita ancora aperta nella storia italiana, non comprendo la strumentalizzazione operata alcuni esponenti della sinistra”.

Il clima sanremese appare giù sconvolto dall’uragano Cristicchi, attraverso un testo che farà sicuramente discutere: Ci chiamavano fascisti, eravamo solo italiani, italiani dimenticati in qualche angolo della memoria, come una pagina strappata dal grande libro della storia. Il cantautore ha dichiarato di aver ideato il brano, dopo la visita al Magazzino 18, esperienza che lo ha segnato profondamente: “Entrare nel magazzino è come entrare ad Auschwitz, si respira la stessa aria delle Fosse ardeatine”. Il cantante non ha paura di essere considerato “di destra”, la politica non lo riguarda ma intende semplicemente raccontare questa tragica vicenda, troppo trascurata nei libri di storia. Il brano però non debutterà sul palco sanremese. Il cantante ha infatti scelto altri due testi, forse meno scomodi: Mi manchi e  La prima volta(che sono morto).

(Fonte Huffington post )