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Pierfrancesco Favino sarà Giorgio Ambrosoli, l’avvocato che morì per aver combattuto la corruzione

Scritto da , il Febbraio 21, 2013 , in Serie & Film Tv Tag:

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PIERFRANCESCO FAVINO NEI PANNI DI GIORGIO AMBROSOLI – Sarà Pierfrancesco Favino a vestire i panni di Giorgio Ambrosoli in una fiction a lui dedicata. La Rai, sempre incline a ricordare i grandi del passato che siano essi cantanti, religiosi o servitori dello stato, in virtù del suo ruolo di televisione al servizio del pubblico ha deciso, saggiamente, di portare sul piccolo schermo la vicenda dell’avvocato Giorgio Ambrosoli, deceduto per mano assassina sul finire degli anni ’70. Qualunque cosa succeda sarà il titolo della miniserie, probabilmente formata da 2 sole puntate, che dovremmo vedere sui nostri schermi casalinghi probabilmente per il prossimo anno. La serie, fortemente voluta dalla presidente Rai Annamaria Tarantola, avrà il nobile compito di portare alla conoscenza della gente comune la storia di un uomo morto per la sua lealtà verso il suo Stato, nonostante quest’ultimo non lo abbia appoggiato neanche nel momento dei funerali.

La serie prende nome e spunto dal libro di Umberto Ambrosoli, figlio dell’avvocato, ora candidato alla regione Lombardia. Nel libro, edito dalla Sironi Editore, si trova un pezzo tratto da una lettera che l’avvocato indirizzò alla moglie nel 1975, e che risulta quasi essere un tragico presagio della sua morte:

Indubbio che pagherò a caro prezzo l’incarico: Lo sapevo prima di accettarlo, e quindi non mi lamento affatto perché per me è stata un’occasione unica di fare qualcosa per il Paese. Qualunque cosa succeda, comunque, tu sai cosa devi fare, e sono certo saprai fare benissimo.

Ambosoli aveva assunto un compito delicato, indagava sugli intrecci corruttivi tra politica e finanza, tema ancora oggi tristemente attuale, e finì per rimanere isolato anche dallo Stato stesso. Ma il tragico epilogo si verificò soltanto qualche anno dopo rispetto a quella lettera, ed avvenne in una subdola maniera quasi degna della trama di un noir.

GIORGIO AMBROSOLI TERMINA LA SUA VITA SOTTO IL SUO PORTONE DI CASA – Stava rincasando Giorgio Ambrosoli quando, la sera dell’11 luglio 1979, fu avvicinato da uno sconosciuto. Solo parole di scuse da parte del killer, poi quattro colpi di una 357 magnum lo freddarono per sempre. Veniva dagli Stai Uniti William Joseph Aricò, appositamente chiamato e pagato da Michele Sindona per compiere l’ingrato compito; ebbe almeno il coraggio di scusarsi prima di colpire, ma l’irreversibile nefandezza gli fruttò ben 25.000 dollari in contanti più 90.000 dollari versati in un conto bancario svizzero. Ai funerali di Ambrosoli nessuna figura istituzionale si presentò a rendere omaggio alla salma, solo alcuni esponenti della Banca d’Italia. Nel 1986, a Milano,  Michele Sindona e Roberto Venetucci furono condannati all’ergastolo per l’uccisione di Giorgio Ambrosoli.

DOPO BENTIVOGLIO, TOCCA ORA A FAVINO – Il compito di raccontare la vicenda di Ambrosoli era già stato assolto nel 1995 con Un eroe borghese, film tratto dall’omonimo romanzo di Corrado Stajano e diretto da Michele Placido, dove ad impersonare la figura dell’avocato era Fabrizio Bentivolgio. Ora il compito è invece affidato a Pierfrancesco Favino, uno degli attori più interessanti del panorama Italiano, per far rivivere l’eroismo dell’avvocato troncato dalla mancanza dello Stato e della legalità. la fiction è scritta da Andrea Porporati e diretta da Alberto Negrin, e si va ad aggiungere alle altre miniserie made in Rai che rievocano grandi personaggi vissuti nel passato, come è appena accaduto con Domenico Modugno e come accadrà con Alberto Manzi, in programma per la prossima stagione televisiva.