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Affari tuoi: Per il Pm gioco “irregolare e assolutamente scorretto”. Assolta Striscia la Notizia dalle accuse di diffamazione

Scritto da , il Marzo 18, 2013 , in Programmi Tv Tag:

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AFFARI TUOI: STRISCIA NON AVREBBE DIFFAMATO IL PROGRAMMA – Il programma dell’access prime time di Rai 1, secondo il procuratore aggiunto di Roma Leonardo Frisani, avrebbe messo in grado “i concorrenti più accorti” di “individuare i premi più sostanziosi” e dunque di rendere il gioco “irregolare” ed “assolutamente scorretto“. La querelle legale tra Striscia la Notizia e il game Affari Tuoi potrebbe arrivare all’archiviazione, richiesta in mattinata dal PM, il prossimo 26 marzo quando il Gup si pronuncerà in merito. Il contenzioso, l’ultimo di una lunga serie fatto di vie legali e mediatici scambi di battute, risale allo scorso 2010 quando gli storici notati della trasmissione, i fratelli Pocaterra, querelarono il Tg satirico di Antonio Ricci per diffamazione nei confronti del suddetto gioco televisivo. Secondo i servizi di Striscia infatti – cominciati già nel lontano 2005 – nel programma di Rai 1 si verificavano brogli affinché si facesse in modo di mandare i pacchi con i premi più ricchi fino in fondo alla puntata, per aumentare gli ascolti. I due competitor, oltre a sfidarsi a suon di share e ascolti, se le sono dette negli anni di santa ragione scambiandosi a vicenda accuse di brogli, diffamazione, irregolarità, ma ora a metterci la parola finale potrebbe pensarci la procura di Roma che, se dovesse accettare la richiesta di archiviazione mossa da Frisani, costerebbe ad Affari Tuoi non poco in termini di immagine.

AFFARI TUOI, POLEMICHE NATE CON LA NASCITA DEL PROGRAMMA – L’inizio della sfida a distanza è cominciata proprio quando a sedere sul tavolo dei pacchi c’era Paolo Bonolis, ora a riposo dalla sua attività pomeridiana per Canale 5. Secondo quanto pensano alcuni, l’avvio della polemica, iniziata con la prima edizione del programma di Rai 1, sarebbe stata una mossa di Antonio Ricci per arginare il progressivo successo di Affari Tuoi, che, soprattutto nelle prime edizioni, dava forte filo da torcere alla compagnia di Striscia. A qui tempi, i toni di Bonolis nei confronti di Ricci non furono affatto delicati, tanto che tra i due fu praticamente guerra aperta. Più in la con il tempo, passando per le conduzioni di Pupo, Clerici, Insinna e l’attuale Giusti, le polemiche non si sono fermate, arrivando nel 2009 per la prima volta in tribunale. In quel caso, fu il presidente dell’ “Unione Italiana ConsumatoriMassimiliano Dona a denunciare il game show per alcune anomalie riscontrate. A seguito delle indagini, nonostante l’archiviazione che n’è seguita, sono stati evidenziati forti dubbi sulla regolarità del programma, ma, pur avendo accertato che il meccanismo dava la possibilità ai concorrenti di brogliare, in quel caso non fu possibile verificare se ciò fosse fatto dolosamente. Dona, a seguito, raccolse la vicenda nel libro “Affari Loro” verso il quale si mosse un’ulteriore denuncia, risoltasi con un un nulla di fatto in quanto le parole del libro riportavano soltanto la narrazione della realtà.

ULTIMA QUERELA NEL 2010 – Per arrivare alla richiesta di archiviazione mossa oggi dal Pm, sul quale il Gup si pronuncerà soltanto il prossimo 26 marzo, bisogna partire dallo scorso 2010 quando i fratelli Pocaterra querelarono il Tg satirico per diffamazione. Secondo Frisani, i due notai “conoscevano le procedure della trasmissione, avendole suggerite loro stessi agli organizzatori”, ed inoltre interviene sul tapiro consegnato dagli inviati di Striscia a Luigi Pocaterra precisando che “non ha alcuna rilevanza penale”. Da parte della Rai ancora nessun commento ufficiale è arrivato, soltanto una rivendicazione di trasparenza nel meccanismo adottato oggi:

Oggi la trasmissione adotta regole trasparenti e ogni passaggio è blindato a livello di sicurezza.

Volendoci fidare della buona fede della Rai, oggi sembra che certi meccanismi siano stati messi al bando, resta invece da accertare tutto quanto sia accaduto prima di oggi, che pare non essere stato altrettanto trasparente.