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Beppe Grillo, affondo sulla tv pubblica: “Via i partiti, troppe 3 reti Rai”

Scritto da , il Marzo 8, 2013 , in Notizie Varie Tag:,
Beppe Grillo sulla tv pubblica

text-align: justify”>Beppe Grillo sulla tv pubblicaBeppe Grillo rilancia la polemica con la tv di Stato, accusando la Rai di scarso equilibrio nell’informazione e mettendo sul tavolo il tema del riassetto del sistema radiotelevisivo nazionale. “Bisogna avere una sola rete pubblica, lontana dalla politica, senza pubblicità, ha scritto l’ex comico genovese sul suo blog, in un lungo post dedicato al rapporto tra M5S e mass media. Il tema della riforma del servizio pubblico e della televisione in generale, periodicamente oggetto di dibattito politico, sembra aver guadagnato un posto d’onore tra le priorità del MoVimento: “Le tv sono in mano ai partiti e questa è un’anomalia da rimuovere al più presto”, ha precisato Grillo non prima di un duro attacco ad un’informazione “che somiglia ad una forma di vilipendio, di attacco anche fisico ad una forza politica nuova ed incorrotta”. Dopo la straordinaria affermazione alle elezioni del M5S ed il conseguente sbarco nei palazzi istituzionali della folta pattuglia di parlamentari “grillini”, tutta l’attenzione dei media italiani sembra essersi effettivamente concentrata sul “fenomeno” 5 Stelle. Giornali e televisioni fanno a gara senza esclusione di colpi nell’intercettare ed intervistare i neo-eletti del M5S, provando a forzare il muro di “protezione” eretto in questi mesi attorno ai giovanissimi deputati e senatori chiamati a non deludere le attese di un elettorato radicale ed intransigente.

Beppe Grillo, nonostante la delicatezza del momento, mantiene ferma la barra sul programma del MoVimento, respingendo con decisione le ripetute avances inoltrate da Pierluigi Bersani ad un potenziale (ma pur sempre improbabile) alleato di governo che dal giorno dopo del successo elettorale si trova nella non facile condizione di dover decidere le sorti dell’entrante legislatura. Gli otto punti programmatici, posti dal Partito Democratico all’attenzione dell’opinione pubblica ed in particolare dei principali gruppi parlamentari chiamati ad esprimersi sulla richiesta di fiducia al costituendo esecutivo, hanno aperto il dibattito ma non si può dire che abbiano fatto breccia nel cuore dei rappresentanti e dei simpatizzanti 5 Stelle: senza nulla togliere alle pur importanti prese di posizione di militanti e sostenitori “vip” (vedi Dario Fo e Don Gallo), coerenza impone ad una forza “di rottura” il mantenimento di una distanza di sicurezza dalle “stanze del potere”, almeno finchè si tratterà di stringere accordi coi grandi partiti tradizionali come Pd e Pdl. Impossibile, “rebus sic stantibus”, trovare un punto d’incontro tra democratici e grillini, anche perché mai come oggi l’equilibrio politico nazionale sembra essere sul punto di saltare, a tutto vantaggio di chi da tempo auspica il “big bang” delle “vecchie” classi dirigenti.