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Da Grasso a Grasso, il critico tv al Presidente del Senato: “Non ceda alla tv”. E la Lucarelli sfotte La7

Scritto da , il 24 Marzo, 2013 , in Personaggi Tv

text-align: center”>La7: Grasso contro Travaglio

Lo scontro Grasso-Travaglio a Servizio pubblico ha scomodato politici, giornalisti, conduttori tv, direttori di rete, blogger e chi più ne ha più ne metta. In attesa di capire se il duello proposto da Grasso a Travaglio sarà un faccia a faccia simultaneo o un botta e risposta a distanza (il primo sarà a Piazzapulita lunedì, il secondo ha rifiutato l’invito), sul caso è intervenuto anche il critico tv più famoso d’Italia, il quasi omonimo del presidente del Senato Aldo Grasso, che dalla prima pagina del Corriere della Sera bacchetta l’ex magistrato per aver ceduto alla tentazione di rispondere in diretta tv con quella “incauta telefonata a Santoro“:

L’alta carica dello Stato richiede rispetto, Palazzo Madama non è un salotto tv. Il «Grasso superfluo», il «Grasso che cola», il «Grasso animale» (piccola galleria di insulti elargita dai faccendieri della tv) sono io. Lei, non lo dimentichi, dev’essere il Grasso insaturo, quello «buono». (…) Se ritiene che le accuse siano infamanti, trovi altre strade per ribadire la verità, non ceda ai talk show, dove non basta aver ragione“.

E se Aldo Grasso invita il neopresidente del Senato a prendere le distanze dal “ridicolo balletto degli inviti in quel covo di star” che è la tv, c’è un’altra penna che racconta con taglio più ironico, ma con altrettanta innegabile maestria, la vicenda che ha trasformato “La7 come l’asilo Mariuccia“. Sì esatto, l’asilo Mariuccia, dove i “compagnucciTravaglio, Grasso, Santoro, Formigli, Lerner e tutti gli altri si rincorrono e si accusano a vicenda come nemmeno alla scuola materna. La penna in questione, nemmeno a dirlo, è quella di Selvaggia LucarelliAltra prima pagina, altra versione dei fatti. Stavolta il quotidiano è Libero e la firma è quella di una delle blogger più seguite in rete. Perchè la faccenda ha assunto proporzioni tali che nemmeno la Lucarelli, solitamente impegnata su più frivoli argomenti di costume, può esimersi dal commentare:

Personalmente, sono due giorni che assisto con assoluto rapimentovortice di proposte, due di picche, controproposte, tweet e battibecchi tra protagonisti e comprimari che neppure i 29 anni d’amore di Albano e Romina sono stati così prolifici

E come Aldo Grasso, anche la Lucarelli boccia (con ironia) la scelta di Pietro Grasso di farsi avanti da Santoro come avrebbe fatto un qualsiasi personaggio da reality, uno di quelli a cui il trash in tv ci ha abituati negli ultimi anni:

Al neopresidente del Senato non piace quello che s’è detto di lui e chiama in diretta come zio Michele chiama Domenica Live per cazziare Barbara D’Urso. Come Celentano. Come Corona. Come l’avvocato della Moric. La seconda carica dello stato, l’uomo che nel caso il presidente della Repubblica sia in Canada e perda l’aereo mentre la Corea del Nord sgancia un’atomica su Trieste, deve decidere la reazione politica e militare del paese, si preoccupa di fare una telefonata in tv“.

Ed ecco che all’asilo Mariuccia/La7 tutti si fanno avanti per mettere una pezza alla scaramuccia tra Grasso e Travaglio: da Formigli al direttore Ruffini, da Santoro a Mentana, secondo la Lucarelli perfino la Parodi si sarebbe proposta volentieri per ospitare “un duello nella sua cucina a colpi di cucchiara“. Alla fine, Formigli snobbato da Travaglio, Santoro dal direttore di rete Ruffini, ed entrambi i volti di Servizio pubblico dal collega Gad Lerner, la soluzione non c’è. A meno che, non finisca tutto come nelle migliori riconciliazioni all’asilo Mariuccia:

E proprio quando Travaglio sta per accusare Formigli di avergli rubato le carte Pokemon dallo zaino, suona la campanella. Tutti in classe e appuntamento alla prossima ricreazione, quando Travaglio darà appuntamento al compagnuccio d’asilo Grasso davanti allo scivolo rosso e gli dirà finalmente: «Davvero hai preso sul serio quello che ho detto? C’hai creduto, faccia di velluto!»”.