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Governo Bersani, dal toto-ministri spuntano i nomi di Milena Gabanelli e Roberto Saviano

Scritto da , il Marzo 24, 2013 , in Personaggi Tv Tag:,
Pierluigi Bersani al Quirinale

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Ci sono anche Roberto Saviano e Milena Gabanelli, volti noti della tv italiana, nella lista di “papabili” per una poltrona da ministro all’interno del costituendo esecutivo Bersani. Tanti, in queste ore, i nomi più o meno illustri finiti nell’ipotetica lista del governo di centro-sinistra: il progetto di un “dream team” ricco di personaggi graditi all’opinione pubblica nazionale ed estranei al circuito della politica tradizionale, coltivato dal segretario democratico ancor prima di ricevere l’incarico dal Presidente della Repubblica, dovrà adesso essere portato a compimento in tempi brevi (o al contrario accantonato per tornare a percorrere piste più praticabili). Nei piani del premier in pectore, chiamato ad allargare i confini dell’altrimenti insufficiente maggioranza parlamentare, rientrerebbero al momento alcuni “big” della società civile come il costituzionalista di area progressista Stefano Rodotà, l’industriale Alberto Bombassei, l’imprenditore e promotore del marchio Eataly Oscar Farinetti, coi tecnici Anna Maria Cancellieri e Mario Monti a fare da cerniera con la precedente gestione della cosa pubblica.

Se almeno uno dei due tra Milena Gabanelli e Roberto Saviano dovesse diventare parte integrante del governo Bersani, l’impronta “civica” del nuovo esperimento politico escogitato dai dirigenti democratici per uscire dal pantano post-elettorale risulterà netta, così come la discontinuità rispetto alle passate edizioni degli esecutivi di centrosinistra (della Seconda Repubblica). Difficile, al momento, prevedere gli sviluppi delle trattative in corso per la composizione della “squadra” che si presenterà alle Camere per chiedere il voto di fiducia, anche perché le sorti di Pierluigi Bersani ed alleati sembrano ancora appese al filo del difficile accordo con pezzi di partiti non propriamente “amici”, come Pdl, Lega Nord e (solo sulla carta) MoVimento 5 Stelle.

La scelta di professionisti dell’informazione di apprezzata indipendenza come la giornalista piemontese conduttrice di Report o di un simbolo della battaglia culturale contro la criminalità organizzata come l’autore di Gomorra, in qualche modo, potrebbe essere interpretata come un’ulteriore apertura a sinistra, un’arma in più per convincere qualche esponente “grillino” ad appoggiare o comunque non ostacolare la nascita del governo. Qualora i pontieri del Partito Democratico si trovassero a dover cambiare direzione, cercando un’intesa magari solo al Senato con gruppi o esponenti del centro-destra, i nomi (ed il programma d’azione politica) da sottoporre all’approvazione dei due rami del Parlamento dovranno essere calibrati al diverso baricentro della maggioranza: assai probabile, in una simile eventualità, che si punti su personalità “di garanzia” e su ministri uscenti del governo Monti, sulla scia di un compromesso che per 13 mesi ha tenuto insieme 3/4 dell’arco costituzionale italiano.