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Morte in tv: concorrente muore durante le riprese di Koh-Lanta (Survivor). E’ la terza vittima del “naufragio”

Scritto da , il 23 Marzo, 2013 , in Programmi Tv

text-align: justify”>Quando la parola reality si spinge oltre l’accezione più stretta del suo termine si assiste a episodi come questo.

L’intera Francia è infatti sotto choc per quanto accaduto all’interno del reality Koh-Lanta, versione francese dello show Survivor (una sorta di Isola dei Famosi ancora più estrema che anche in Italia è stata trasmessa, con scarso successo, su Italia Uno). Cosa è accaduto?

Gerald Babin, 25 anni, è morto durante le riprese della prima prova, “Il naufragio”, ambientata nelle acque cambogiane. Il concorrente ha avvertito dei crampi molto forti in mare e, interrotta immediatamente la registrazione, Babin ha avuto un arresto cardiaco che i medici però sono riusciti a fronteggiare. Il concorrente infatti è stato inizialmente rianimato e il peggio sembrava passato.

Poco dopo, mentre il ragazzo veniva trasportato in eliambulanza presso l’ospedale di Sihanoukville, ecco arrivare il secondo arresto cardiaco. Il ragazzo non si è ripreso ed è morto.

Interrotte immediatamente le riprese di Koh-Lanta che, nonostante i sette milioni di spettatori incollati alla rete TF1, è stato così cancellato dal palinsesto televisivo. Praticamente impossibile una sua messa in onda, anche negli anni futuri, sarebbe troppo forte l’eco di questo dramma.

La produzione assicura che il ragazzo aveva superato tutti i test medici che si effettuano prima di prendere parte a reality così fisicamente impegnativi. Lo staff di Koh-Lanta, inoltre, ha anche inviato un team di psicologi a Parigi per assistere e stare vicino alla famiglia del giovane concorrente deceduto.

Survivor si conferma quindi come uno show inutilmente estremo e pericoloso. La prova del naufragio, in particolare, aveva già mietuto due vittime in altre edizioni. Noncho Vodenicharov della versione belga e Saad Khan, in quella pachistana, annegano entrambi nel 2009.

Episodi che sembrano ricordare una drammatica fiction o un film per il cinema ma che invece appartengono alla realtà, o meglio, reality. Un confine sempre più pericolosamente sottile.