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Ballarò, stasera 23 aprile: dopo il Quirinale il rebus del Governo. Ospite Nichi Vendola

Scritto da , il Aprile 23, 2013 , in Programmi Tv Tag:

text-align: center”>Vendola stasera 23 aprile a Ballarò

BALLARO’ è pronto per raccontare le ultime fasi della politica italiana di questi giorni che ha comportato l’elezione alla Carica di Presidente della Repubblica Giorgo Napolitano dopo aver tentato la strada di Franco Marini in un contesto condiviso e Romano Prodi, la cui mancata elezione per non aver raggiunto il quorum ha decretato lo spaccamento di un Pd già fortemente provato. Insomma, sono stati giorni davvero al cardiopalma per la politica italiana, in attesa di un cambiamento sostanziale ma attualmente tornata indietro almeno di 7 anni, con un governo di larghe intese tra Pd e Pdl e lo spauracchio dei soliti problemi che si ripresenteranno, anzi, che fondamentalmente non sono mai stati risolti, proprio da quella classe politica che si appresta ancora una volta a governare.

BALLARO’ dedicherà la puntata di stasera 23 aprile proprio a questa situazione nell’ appuntamento Dopo il Quirinale il rebus del governo”. Passa il tempo, cambiano le situazione, almeno apparentemente,  ma continuano a imperversare i soliti problemi e il medesimo caos di chi non sa decidere per il bene del paese nonostante se ne faccia artefice a parole.  L’Italia, il Parlamento e Palazzo Chigi dopo la rielezione di Napolitano al Quirinale saranno dunque i temi della puntata di Ballarò in onda stasera alle 21.05 su Raitre e condotta da Giovanni Floris che si avvarrà dell’ausilio dei suoi ospiti in studio.

Tra gli ospiti di Giovanni Floris il leader di SEL Nichi Vendola staccatosi dal Pd dopo la svolta “dell’inciucio col Pdl”, Paolo Romani del PdL, il filosofo Remo Bodei, il presidente di Rcs libri Paolo Mieli, il vicedirettore del Giornale Nicola Porro e il presidente della Ipsos Nando Pagnoncelli. In apertura la copertina satirica di Maurizio Crozza che disegnerà nel caos più totale lo sfacelo del Pd e il ritorno indietro di 7 anni dopo l’elezione di Giorgio Napolitano che non rappresenta di certo la novità auspicata dal Paese.