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Berlusconi attacca i 5 Stelle: “Analfabeti della democrazia, burattini in mano a squilibrati”

Scritto da , il Aprile 22, 2013 , in Notizie Varie Tag:,
Pdl contro M5S

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Tra Silvio Berlusconi e i 5 Stelle è guerra aperta, come dimostrano i continui botta e risposta a mezzo stampa (o meglio via web, nel caso del M5S). La rielezione di Giorgio Napolitano alla Presidenza della Repubblica, scelta scaturita da un patto strategico Pd-Pdl-Scelta Civica in vista di un possibile “governissimo” di unità nazionale, salutata con freddezza mista a delusione da una parte dell’elettorato progressista decisamente ostile al Cavaliere, ha negli ultimi giorni inasprito il clima dentro e fuori dalle aule parlamentari.

Per il Movimento 5 Stelle, Silvio Berlusconi era e rimane incandidabile e rappresenta la punta dell’iceberg di una classe politica da “mandare a casa” senza se e senza ma, mentre agli occhi degli esponenti del centro-destra italiano Beppe Grillo e gli attivisti-portavoce che all’ex comico genovese fanno ufficialmente riferimento sono qualcosa di simile ad un gruppo di estremisti, per lo più provenienti dai settori meno “raccomandabili” della sinistra radicale. Migliore occasione dell’intervista post-giuramento del riconfermato Capo dello Stato, nell’ottica di un attacco a muso duro all’avversario numero uno del momento, il leader del Popolo della Libertà non poteva trovarla: “I grillini sono analfabeti della democrazia, burattini manovrati da gente squilibrata” ha argomentato il candidato premier alle ultime elezioni della coalizione “dei moderati”.

Di tutt’altro tono, invece, il commento a caldo di Berlusconi sul discorso ed in generale sulla figura del reincaricato Napolitano, “il miglior presidente che potevamo avere in questo momento, capace di emozionare tutti con l’intervento di oggi, ineccepibile perché ha toccato tutti i temi alla base delle decisioni politiche”Grillo e Casaleggio, pertanto, sono attualmente i “public enemies” del patron di Mediaset, adesso impegnato in un’opera di distensione con gli interlocutori di centro-sinistra, fondamentali pedine del prossimo governo, presieduto molto probabilmente da una personalità di “sintesi” come Giuliano Amato o Enrico Letta, entrambi stimati dalle “diplomazie” di Pd e Pdl al lavoro da tempo su ipotesi di accordo trasversale.

A pagare il prezzo più salato di un simile scenario, ovviamente, saranno nell’immediato futuro il (già dimissionario) Pierluigi Bersani e l’ala sinistra del Partito Democratico, in crescente imbarazzo rispetto a quello che da molti simpatizzanti è stato fin da subito definito “l’abbraccio mortale col Cav.”. Il quadro politico è in continua evoluzione, l’Italia attende con ansia il superamento definitivo dell’impasse istituzionale perdurante da ormai due mesi, ma per il ritrovato Silvio Berlusconi è tempo di riorganizzarsi in vista del consolidamento dell’ennesima “rivincita” personale.