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Omicidio Kercher, Speciale Studio Aperto – Live: “Meredith nessuna verità”

Scritto da , il Aprile 10, 2013 , in Personaggi Tv

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L’omicidio di Meredith Kercher, la studentessa inglese uccisa a Perugia il 1° novembre del 2007, sarà al centro di un nuovo processo di appello a carico dei due imputati Raffaele Sollecito e Amanda Knox, colpevoli al processo di primo grado e assolti nella sentenza di appello: la Cassazione  ha annullato le assoluzioni per i due ex fidanzati, che dovranno affrontare un nuovo procedimento giudiziario con l’accusa di omicidio volontario.  Un giallo senza fine che Italia1 racconta con lo Speciale Studio Aperto – Live dal titolo “Meredith nessuna verità“, in onda mercoledì 10 aprile 2013 alle ore 22.50.

Il delitto di Meredith sarà al centro della prima serata di Italia1 con il film Amanda Knox, seguito dallo speciale del Tg di Italia1 a cura della giornalista Gabriella Simoni: la ricostruzione dell’omicidio di Perugia dopo cinque anni di indagini, processi e polemiche, fino alla sentenza di Cassazione che rimette tutto in discussione e riporta Amanda e Raffaele di fronte ai giudici. Un delitto per cui finora esiste un solo colpevole in prigione a Viterbo, l’ivoriano Rudy Guedè, condannato con sentenza definitiva a 16 anni di carcere per concorso in omicidio.

Lo Speciale Studio Aperto – Live raccoglie documenti inediti e testimonianze esclusive, come il racconto della zia di Raffaele Sollecito, Sara Achille, che ha intrapreso indagini personali per dimostrare l’innocenza del nipote. Gabriella Simoni mostrerà in esclusiva una lettera scritta da Raffaele dal carcere in occasione dell’epifania del 2010 e un ricordo di Stephanie, la sorella di Meredith, inviato a Live attraverso l’avvocato Francesco Maresca:

Penso a mia sorella tutto il tempo. Qualche volta ho ancora paura di dimenticare… man mano che gli anni passano mi rendo conto che non succederà mai… nessuno di noi dimenticherà Mez. Vorrei condividere ancora tutto con lei. Ma non posso più ci accorgiamo ogni giorno che siamo fortunati perché scopriamo nuove cose di lei e riusciamo a tener viva la sua memoria (…) il vuoto gigantesco che ha lasciato non potrà mai essere colmato“.