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Quirinarie, Vito Crimi a Porta a Porta: “Vogliamo una personalità fuori dai partiti, garante della Costituzione”

Scritto da , il Aprile 15, 2013 , in Notizie Varie Tag:,
Vito Crimi a Porta a Porta

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Vito Crimi spiazza tutti e rompe il tabù di Porta a Porta, concedendo a Bruno Vespa un’intervista esclusiva sul tema “caldo” dell’elezione del prossimo Presidente della Repubblica. Per un esponente del M5S, la partecipazione al noto salotto televisivo della seconda serata Rai Uno, non certo (come come per il resto dei talk show nazionali) in cima alle preferenze di attivisti e rappresentanti grillini, è un evento eccezionale, ma resta da vedere quali conseguenze la scelta del capogruppo al Senato avrà sulla linea del Movimento.

In attesa dei risultati ufficiali delle “quirinarie”, indette da Beppe Grillo per presentare con la massima partecipazione dal basso un candidato al Colle da sottoporre all’attenzione del resto del Parlamento nei prossimi giorni, Vito Crimi ha puntualizzato, sulla scia della posizione già espressa dal portavoce nazionale dell’ormai prima forza politica nazionale (almeno alla Camera dei Deputati, escludendo i voti degli italiani all’estero), i requisiti del papabile Capo dello Stato a 5 Stelle: “Occorre che sia una personalità al di fuori del sistema dei partiti, in grado di difendere la Costituzione. Sono sicuro che verrà fuori un candidato votabile anche dagli altri partiti”.

Stando alle parole del numero uno del M5S a Palazzo Madama, quindi, le chance di vittoria di Emma Bonino e Romano Prodi nella competizione online preliminare alle votazioni parlamentari per il Quirinale sarebbero ridotte al lumicino, nonostante l’ampio consenso accreditato all’esponente radicale ed all’ex premier ulivista da sondaggi anche delle ultimissime ore. Un pur prudente disco verde per l’eventuale designazione di un politico “di vecchia scuola” era ufficialmente arrivato dal co-fondatore (autentico “guru” secondo alcuni commentatori) del movimento, Gianroberto Casaleggio, diplomaticamente orientato verso un acritico “rispetto della volontà e delle decisioni degli iscritti 5 Stelle ai quali ci si deve affidare”, ma pochi sono realmente i punti in comune tra la creatura politica di Beppe Grillo ed alcuni dei 10 nomi di aspiranti presidenti della Repubblica al vaglio dei circa 40 mila “grandi elettori” del M5S.

Assai più compatibili con lo spirito “grillino”, in linea teorica, appaiono le candidature del giudice Ferdinando Imposimato, del costituzionalista Gustavo Zagrebelsky e della giornalista d’inchiesta Milena Gabanelli (un po’ meno il procuratore Giancarlo Caselli, firmatario di inchieste severissime sui manifestanti No-Tav), tutti personaggi comunque riconducibili all’area culturale progressiva e pertanto “spendibili” nell’ottica di un dialogo col Partito Democratico di Pierluigi Bersani e con gli altri alleati (Nichi Vendola in primis) di centro-sinistra.