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Patrizia Mirigliani chiede un’interrogazione parlamentare per la cancellazione di Miss Italia 2013 da parte della Rai

Scritto da , il Maggio 15, 2013 , in Programmi Tv Tag:,

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LA MIRIGLIANI PRESENTA UN’INTERROGAZIONE PARLAMENTARE – Una delle tradizioni del palinsesto televisivo autunnale potrebbe non ripetersi quest’anno.  Pare infatti che la Rai non voglia trasmettere Miss Italia 2013. Questa decisione ha suscitato polemiche e a non essere affatto contenta è la figlia del patron storico della kermesse, cioè Patrizia Mirigliani che ha deciso di chiarire la situazione parlando a mezzo stampa. La Mirigliani è rimasta molto delusa dall’atteggiamento del direttore della Rai Giancarlo Leone che, a suo dire, non ha avuto la giusta correttezza comunicandole personalmente la decisione, soprattutto in tempi appropriati. Leone e la Rai avrebbero avvisato col giusto tempismo soltanto l’agente che negli ultimi anni si è occupato del programma e cioè Lucio Presta, che secondo la Mirigliani non avrebbe avuto nessun diritto legale per ricevere una comunicazione in merito.

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La decisione di non trasmettere il concorso di bellezza risalirebbe ai primi di Gennaio, ma la Mirigliani lamenta di essere stata avvertita solo il 2 Maggio. E questo atteggiamento poco corretto di Viale Mazzini ha spinto la donna a rivolgersi alla senatrice Silvana Amati che ha chiesto un’interrogazione parlamentare al Ministero dello Sviluppo Economico per verificare il perché di questa scelta della Rai. La Mirigliani ha rivelato che in questo momento storico la mancata messa in onda di Miss Italia potrebbe privare il lavoro a migliaia di persone che vi lavorano dietro, con esiti spiacevoli per l’economia anche del paese Montecatini Terme che da qualche anno ospita il concorso.  La patron ha ricordato come, da parte della sua famiglia, ci sia sempre stata correttezza verso la Rai, soprattutto da parte di suo padre che dieci anni fa rifiutò di cedere i diritti a Mediaset.

Patrizia Mirigliani lancia un’altra stoccata a Viale Mazzini, dicendo che alcuni dirigenti avrebbero contestato la sua battaglia contro l’anoressia perché le Miss taglia 44 sarebbero troppo grasse per essere mandate in onda in tv. Parole molto forti dunque. Quello che è certo è che questa interrogazione parlamentare chiesta dalla Amati servirà per valutare i costi e i guadagni delle ultime edizioni, analizzando se la linea editoriale possa, in qualche modo, aver inficiato il Servizio Pubblico e la senatrice ha chiesto al Ministro Zanonato come il Ministero saprà garantire ai telespettatori che un programma così amato possa ancora andare in onda…