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Mission, Rai e Unhcr-Intersos in difesa del programma: “Non è un reality e nessuno sarà pagato”

Scritto da , il 5 Settembre, 2013 , in Notizie Varie
Mission, Rai e Unhcr difendono il progetto

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MISSION, POLEMICHE E VELENI SENZA FINE. Per difendere la scelta di ambientare il nuovo reality nei campi profughi dell’Africa, la Rai ha chiesto alle organizzazioni umanitarie co-ispiratrici del programma di mettere nero su bianco le ragioni che hanno spinto i sostenitori esterni a partecipare attivamente all’ideazione di un progetto finito nell’occhio del ciclone prima ancora della sua concretizzazione. Qualche alleato della prima ora, come la presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini, ha voltato le spalle all’esperimento che inizialmente aveva trovato una preziosa sponda nell’allora portavoce dell’Unhcr, ma nessun dietrofront si è registrato da parte degli attuali rappresentanti dell’Alto Commissariato, convinti della bontà del prodotto appena “partorito” dalla televisione italiana.

MISSION, REALITY “UMANITARIO” O “SOCIAL TV”? Tra i più attivi nel ruolo di pungolo per i vertici di Viale Mazzini, anche in questo caso, è stato il presidente della Commissione di Vigilanza Rai Roberto Fico, appoggiato nella vertenza da parlamentari di varia provenienza politica, uniti dall’intento di chiedere l’acquisizione di tutti gli atti relativi ai costi, alle finalità ed ai metodi di realizzazione del discusso show sui rifugiati in terra africana. Pomo della discordia, ancor oggi, rimangono i compensi eventualmente corrisposti dalla produzione ai partecipanti a Mission, vip in primis, alla luce delle contraddittorie testimonianze raccolte per ora in forma ufficiosa e casuale.

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TUTTI CONTRO IL NUOVO REALITY: MISSION IMPOSSIBLE? Se recentemente era stato Al Bano a dichiarare pubblicamente, a margine di un’intervista, di aver percepito la ragguardevole cifra di 500 mila euro per la spedizione nei campi profughi dell’Africa insieme ad altre star della tv nazionale, adesso è toccato a chi di dovere prendere posizione sul delicato nodo del cachet messo a disposizione del cast di Mission da mamma Rai. “Non si tratta di un reality show” hanno puntualizzato i firmatari della nota congiunta consegnata alla stampa, aggiungendo che “i volti noti dello spettacolo non saranno remunerati ma avranno soltanto un rimborso spese per il limitato periodo in cui saranno stati al fianco degli operatori di Intersos e Unhcr.

La formula adottata per il programma autunnale del servizio pubblico, precisano ancora gli estensori del comunicato, consente di “raccontare con linguaggio non tecnico e accessibile al pubblico la vita dei rifugiati e di coloro che forniscono loro assistenza quotidianamente”. Difficile, nonostante l’impegno profuso dai diretti interessati, che il polverone polemico alzato da diverse parti sul reality della discordia della nuova stagione di programmazione della Rai, venga ad esaurirsi in tempi brevi: presto l’organismo di Vigilanza presieduto dal battagliero Fico tornerà alla carica con la richiesta di chiarimenti a tutto campo, entrando a gamba tesa sulla produzione proprio alla vigilia della sempre meno scontata messa in onda di Mission.