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Nicola Savino: “A Quelli che il calcio non farò il cabarettista. Lavoro perchè sono bravo”

Scritto da , il Settembre 26, 2013 , in Personaggi Tv Tag:,
foto di nicola savino a quelli che il calcio

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QUELLI CHE IL CALCIO: CABELLO NON CHIAMA SAVINO PER LA PRIMA. Nicola Savino è uno dei nuovi volti sui quali Rai2 punta moltissimo, soprattutto nell’ultimo periodo. Oltre all’impegno quotidiano con Radio Deejay dove conduce, in coppia con Linus, Deejay Chiama Italia, il conduttore è anche impegnato con il quiz di prima serata Un minuto per vincere e con il varietà sportivo della domenica: Quelli che il calcio. Sulla trasmissione, nella quale è impegnato da due settimane, sottolinea che la Ventura, gli ha scritto un sms: “sei la persona più adatta per condurre questo programma”; mentre l’ex padrona di casa, Victoria Cabello non l’ha mai chiamato. Alla domanda su come, la Cabello, ha reagito, in seguito alla non riconferma al timone di Quelli che,  Savino replica: “non lo so. Posso dire come l’ho presa io quando mi fecero fuori da Colorado: male”.

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GI OBIETTIVI PROFESSIONALI DI SAVINO. Nella lunga intervista, Savino si racconta senza filtri:

Vorrei dimostrare a me stesso di riuscire ad avere la stessa leggerezza che ho alla radio. Agli altri non ho nulla da dimostrare. Ostento sicurezza. Il mio tallone d’Achille è essere un Numero 2. Cosa che alla fine non mi imbarazza affatto. Anzi, mi piace tantissimo. Mi infastidisce quando dicono che sono un raccomandato. Da chi? Non ho mai fatto del male a nessuno e non ho mai schiacciato qualcuno per fare quello che faccio. Ogni tanto ripenso solo a quando, da ragazzo, facevo il fonico e mi capitava di essere maltrattato da qualche deejay. Tutti quelli scarsi, però, quelli più maleducati. Non è che non me lo perdono, ma di sicuro avrei potuto aspettare meno per fare quello che faccio oggi. Se mi sono venduto un po’ l’anima? In un modo o nell’altro, chi non lo fa? Si nasce incendiari, si muore pompieri”.

RIUSCIRA’ AD OTTENERE SUCCESSO COME CONDUTTORE UNICO? Rispetto al compenso, che ottiene per condurre la trasmissione domenicale, il conduttore sottolinea: “Non mi va di dirlo. Guadagno meno dei pari ruolo di qualche anno fa. Crisi vuol dire meno guadagni, ma anche più opportunità. Io lavoro perché sono bravo, però è anche vero che per motivi economici si sono liberati degli spazi. Come in Serie A. E quindi…”. Nicola ha un un’unica certezza, quella di essere bravo a fare il cabarettista in radio: “cosa che non farò a Quelli che il calcio”. Peccato che Savino, nonostante l’impegno e le svariate opportunità avute, non sia mai riuscito ad ottenere una grossa credibilità come conduttore in solitaria. Ad ognuno il proprio compito.