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Primarie Pd, per Matteo Renzi vittoria schiacciante: il “rottamatore” sfiora il 70%

Scritto da , il Dicembre 9, 2013 , in Notizie Varie Tag:
Matteo Renzi vince le primarie

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MATTEO RENZI VINCE LE PRIMARIE DEL PD E “STRAPAZZA” GLI SFIDANTI. Il rottamatore conquista il gradino più alto del Partito Democratico, con un’affermazione netta ed al di sopra delle più rosee aspettative del suo staff. La percentuale toccata dal sindaco di Firenze nella competizione per la leadership della prima forza politica nazionale è vicina al 70%, mentre Gianni Cuperlo e Giuseppe Civati si sono fermati ben al di sottop del 20 per cento. Aria di svolta nell’ambiente del centrosinistra italiano, che adesso dovrà fare i conti con un ricambio generazionale sostenuto con forza da oltre 2 milioni di votanti. A far ben sperare gli organizzatori delle elezioni primarie dell’8 dicembre 2013 erano stati, già dal pomeriggio, i dati dell’affluenza, giunti a metà giornata vicino alla soglia psicologica del milione e mezzo di partecipanti, come auspicato alla vigilia. Tocca a una nuova generazione, ragazzi. Se mi avete dato la fascia di capitano di questa squadra, non mi tirerò indietro”, ha promesso il neoeletto segretario democratico durante il suo discorso d’esordio da capo del partito nato poco più di un lustro fa dall’incontro della cultura progressista e del cattolicesimo popolare.

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MATTEO RENZI ELETTO SEGRETARIO DEL PD DOPO IL TRIONFO ALLE PRIMARIE. Tra i temi che nei prossimi giorni irromperanno nell’agenda politica nazionale, un posto d’onore avrà il rapporto tra il principale gruppo parlamentare della maggioranza di larghe intese e l’esecutivo Letta, considerati gli accenti spesso critici usati in campagna elettorale da Renzi nei confronti della compagine governativa. Se da un lato la recente sentenza della Corte Costituzionale sulla illegittimità costituzionale del “Porcellum” sembra aver allontanato la data del possibile ritorno anticipato alle urne nonostante il pressing di Forza Italia e Movimento 5 Stelle in senso contrario, l’avvento del giovane leader democratico (forte di una legittimazione dal basso tutta da sfruttare) sulla scena pubblica potrebbe mettere d’ora in poi, a detta di molti osservatori, il fiato sul collo all’inquilino di Palazzo Chigi.

PRIMARIE PD, OLTRE 2 MILIONI DI ELETTORI INCORONANO MATTEO RENZI LEADER DEL PD. “Si può essere riformisti senza essere noiosi, tenendo insieme il buon senso del padre di famiglia e innovazione e appassionando le persone” ha proseguito Matteo Renzi, che ha anche voluto regalare ai vecchi militanti una frase ad effetto sul futuro del partito: “Questa non è la fine della sinistra, ma solo la fine di un gruppo dirigente”, si è difeso dalle accuse dei giorni scorsi il trentottenne amministratore fiorentino, osannato dalla platea romana in festa al termine di un discorso lungo ed appassionato. Il sapore della vittoria, per il favorito alla corsa per la segreteria del Partito Democratico, aveva iniziato a prendere concretezza dopo il confronto televisivo celebrato davanti alle telecamere di Sky Tg24. Da domani, Matteo Renzi e il suo gruppo dirigente lavoreranno per tradurre l’investitura ricevuta in atti concreti, sulla scia di quella voglia di “cambiamento” che dentro i gazebo delle primarie si è fatta sentire con una chiarezza inequivocabile.