X


Rita Pavone giurata de La pista: “La cattiveria non è nella mia indole. I talent creano frustrazioni”

Scritto da , il 24 Marzo, 2014 , in Programmi Tv
foto di rita pavone

text-align: center”>foto di rita pavone

LA PISTA-RAI1, LE DICHIARAZIONI DI RITA PAVONE. Venerdì sera alle 21.10 su Rai1, prenderà il via il nuovo talent show condotto da Flavio Insinna: La pista. Otto squadre composte da dieci ballerini ciascuna e capitanate da altrettanti vip,  dovranno misurarsi con delle esibizioni di ballo e canto. A giudicare le singole performance, come in ogni show di nuova generazione, l’immancabile giuria composta da: Gigi Proietti, Claudia Gerini e Rita Pavone. La cantante torinese, tornata di recente sulle scene con l’album Masters, in  un’intervista al quotidiano Nazione-Carlino-Giorno, dichiara: “la cattiveria non è nella mia indole”. Anche in questo talent, insomma, Rai1 cercherà di mantenere la sua cifra stilistica e di non cadere nell’umiliazione e nel non rispetto, tipico di altri format dello stesso genere. Quanto alla danza, che avrà ne La pista un ruolo importante, la Pavone sottolinea:

Ho sempre ballato. Non potrei giudicare la tecnica ma l’armonia sì, l’espressività ugualmente, il fascino del movimento. Sul ballo moderno devo dire che sono abbastanza attrezzata, ho avuto grandi maestri. Come Antonello Falqui, a cui devo tutto, ovvero essere diventata un’artista rotonda, lui non si accontentava che io sapessi cantare, dovevo imparare a recitare, a ballare, parlare”.

[imagebrowser id=11461]

RITA PAVONE VS I TALENT SHOW. Interrogata sul genere talent, l’ex interprete di Gian Burrasca pur riconoscendone il valore, ne sottolinea i limiti: “I talent, vede, mi piacciono, ma è come andare all’università senza aver fatto le elementari. Un ragazzo si trova su una ribalta amplificata, quale è la televisione, conosce subito denaro e fama e per uno che vince ce ne sono tanti altri a cui non resta altro che la difficile gestione della frustrazione. Il talento da solo non basta, deve essere accompagnato da personalità e la personalità si forma con la crescita”. La cantante, tornata in pista dopo nove anni di silenzio, si dice dispiaciuta di non essere stata invitata al Festival di Sanremo per celebrare i 60 anni della Rai: con tutto quello che ho fatto per la tv di Stato”.

RITA PAVONE SUL FUTURO DELLA TV. Guardando al futuro, la Pavone indica tre nomi su tutti: “Alla regia Roberto Cenci mi ricorda molto Antonello Falqui; certo non ci sono più una Delia Scala o un Walter Chiari, però abbiamo una splendida donna e artista che è Lorella Cuccarini, a torto sottovalutata dalla televisione. Abbiamo l’icona Carrà. Tanta altra roba in giro non ne vedo”. Da venerdì sera su Rai1, scopriremo come se la caverà una veterana della musica italiana, nelle insolite vesti di giudice.