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Gino Paoli si scaglia contro i talent show perché possono distruggere le carriere e le persone. Sarà così?

Scritto da , il Aprile 11, 2014 , in Personaggi Tv Tag:

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LUCIO DALLA SAREBBE STATO SCARTATO. A Gino Paoli proprio non vanno giù i talent show e quando può non si stanca di ribadirlo, anche se tra una critica e l’altra il cantautore genovese non disdegna di parteciparvi come ospite. È stato infatti ospite di Amici, il capostipite di tutti i talent in Italia, dove nel 2013 ha duettato con una concorrente e qualche settimana fa ha partecipato anche al tanto discusso Ti lascio una canzone. Le critiche però contro questo tipo di programmi continuano e Paoli è così agguerrito da coinvolgere anche l’amico Lucio Dalla e, durante una lezione all’Università di Genova al corso dell’ex senatore Enrico Musso, dice:  “Lucio Dalla, che ha iniziato a cantare perché l’ho costretto io, ha fatto sette dischi prima di avere successo, oggi se Dalla facesse un talent show gli direbbero arrivederci e grazie”.

I TALENT SHOW BRUCIANO LE CARRIERE. L’artista ci va giù pesante e sempre in occasione della lezione all’Università di Genova nell’ambito del corso di Economia dell’Industria Culturale, ribadisce il concetto già espresso altre volte. “I talent show bruciano carriere, fanno la disgrazia di un poveraccio e chiuso. Non si fa così.” e, riferendosi ai tanti giovani che vogliono parteciparvi perche ambiscono al successo dice: “Non amo i talent show perché buttano lì chi ha voglia di fare qualcosa, se funziona bene, se no arrivederci e grazie”. E allora che dire di artisti che, venuti dai talent show, hanno conquistato il pubblico e sono diventati stelle della musica italiana e internazionale? Forse la verità è più semplice: chi è veramente bravo emerge comunque, qualsiasi sia la sua provenienza.

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CI VUOLE TEMPO PER SCOPRIRE UN TALENTO E INTANTO LANCIA UN’INIZIATIVA PER PROMUOVERE LA MUSICA. Secondo Gino Paoli il sistema di questi show è sbagliato perché non si può trovare un vero talento in pochi mesi ma ci vuole tempo. “Per fortuna c’è ancora qualcuno, pochi, che hanno il coraggio di puntare su un giovane di talento – sottolinea Paoli, che è anche presidente della Siae -. Per scoprire un autore, un cantante nuovo, che abbia davvero delle novità dentro, serve qualcuno che ci creda, serve del tempo“. E il cantautore, diventato insegnante per un giorno, lancia anche un’iniziativa per promuovere la musica nelle scuole: per insegnare la musica nelle scuole pubbliche dal prossimo anno ci sarà un accordo di collaborazione tra la Siae e la multinazionale giapponese Yamaha Corporation.