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Ti lascio una canzone di Antonella Clerici ancora oggetto di proteste, finora sempre inascoltate dalla Rai

Scritto da , il Aprile 9, 2014 , in Programmi Tv Tag:,

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DISEDUCATIVO. BAMBINI ADULTIZZATI. Sarebbero queste alcune delle pesanti critiche mosse a Ti lascio una canzone da parte di un’associazione di spettatori cattolici, l’Aiart. Antonella Clerici, così, è di nuovo nell’occhio del ciclone per il suo show del sabato sera, nonostante abbia avuto invece la soddisfazione di vedere raddoppiare l’appuntamento quotidiano de La prova del cuoco che dovrebbe andare in onda anche alle 14.10. La conduttrice non solo, quindi, deve difendersi da Maria De Filippi e dal suo talent Amici che continua a vincere la gara degli ascolti ma anche dalle proteste di alcuni genitori che ritengono “…la trasmissione diseducativa, che utilizza i minori spesso adultizzandoli”.

E NON FINISCE QUI. Le critiche a Ti lascio una canzone, però, non finiscono qua. Attraverso il suo presidente, Luca Borgomeo, l’Aiart si rivolge direttamente alla Rai portando avanti le proteste di tanti genitori e dice: “Chiediamo che la Rai dia notizie su eventuali compensi, diretti ed indiretti, che i protagonisti, i bambini e i loro genitori, ricevono per partecipare ad una trasmissione che andrebbe rivista o forse sospesa”. Addirittura chiedono la sospensione di un programma che è arrivato alla sua settima edizione e che è stato anche ispirazione per tanti altri talent show dedicati ai più piccoli.

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CRITICHE ANCHE ALLE CANZONI E AL LOOK DEI BAMBINI. Tra le preoccupazioni dei genitori che si sono rivolti all’associazione ci sono anche quelle legate alle canzoni scelte per i giovani concorrenti e il look delle bambine in modo particolare. Così il presidente dell’Aiart si fa portavoce del disagio dì tanti genitori che vedono sfruttati i piccoli impegnati “a cantare brani lontani anni luce dal loro mondo. Per non parlare poi del look delle bambine, del loro patetico, assurdo voler imitare con sguardi languidi e movenze femminili le cantanti grandi“.

ACCUSE ANCHE ALLA RAI. Le aspre critiche sono rivolte anche alla Rai che, secondo Borgomeo, “dovrebbe essere attenta a questi problemi e farsi carico degli effetti che la partecipazione a questi show può avere sulla formazione e sul futuro di questi bambini“. I vertici di Viale Mazzini, però, si sono sempre dimostrati sordi a critiche e proteste riguardanti la trasmissione di Antonella Clerici anche quando, già nel lontano 2009, Aldo Grasso sul Corriere della sera scriveva: “I bambini che si esibiscono non sono un bello spettacolo e se non si mettono in pratica sufficienti antidoti (almeno un pò di ironia, un po’ di distanza) finiscono per rappresentare un modello fortemente diseducativo”. E continuava: “La tv generalista ci costringe a ripensare alla raffigurazione artistica dei bambini del Medioevo, rappresentati nelle dimensioni naturali ma con visi ed espressioni da grandi, tanto da sembrarci oggi nani o piccoli mostri “.