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Simone Borrelli, da Gomorra a Nevia: “Film molto duro da girare” (INTERVISTA)

Scritto da , il 28 Maggio, 2020 , in Interviste
foto Simone Borrelli

Napoletano, classe 1991, Simone Borrelli ha iniziato la sua carriera da attore recitando in Gomorra 2. Alla fiction sono seguiti numerosi altri progetti in teatro, al cinema ma anche in televisione, come i film Ultras, Famosa e Due soldati e le serie tv Diavoli e Sinatra. Prossimo al ritorno sul grande schermo con Nevia, film che uscirà fra qualche settimana, Simone Borrelli si è raccontato rilasciando un’intervista a noi de LaNostraTv.

Hai debuttato nel piccolo schermo quattro anni fa, interpretando il ruolo di Raffaele nella seconda stagione di Gomorra. Raccontaci quell’esperienza… Com’è stato recitare in quella che è senza dubbio una delle fiction di maggior successo degli ultimi anni e, soprattutto, affacciarti ad un pubblico così vasto come quello televisivo?

“Quando sono uscito dall’accademia, Gomorra è stato il primo progetto importante per me. E’ stato un onore per me essere stato preso, anche se per un piccolo ruolo. Per l’euforia del momento l’ho accettato, ma con il senno di poi probabilmente lo avrei rifiutato perchè avrei potuto aspirare ad un ruolo maggiore per le altre stagioni. Tuttavia  ho lavorato anche in Gomorra 4 poi, come coach di napoletano”.

Più recentemente, invece, sei entrato nel cast di Diavoli, serie tv in onda su Sky Atlantic, vestendo i panni, nell’ottava puntata, di un amico d’infanzia di Massimo Ruggero, interpretato da Alessandro Borghi. Parlaci del tuo personaggio… Com’è stato condividere il set con Borghi, ma anche con Patrick Dempsey?

“E’ stata un’esperienza incredibile, anche perchè, da quando Alessandro si è affermato come attore nel panorama italiano, l’ho sempre preso come esempio, è stato uno dei miei pochissimi attori preferiti, al quale mi sono spesso ispirato. Sapere, quindi, di essere stato preso e di avere tutte le scene con lui, interpretando il suo amico d’infanzia, è stato davvero incredibile per me. Lui è una persona tranquillissima. Sul set, appena l’ho conosciuto, gli ho raccontato tutto e siamo diventati molto amici. Ci sentiamo e ci vediamo. Lui mi stima e io lo stimo. Patrick Dempsey, invece, non sono riuscito mai ad incontrarlo purtroppo. Ma stare sul set di Diavoli, comunque, mi ha fatto imparare tanto, perchè c’erano maestranze provenienti da tutte le parti del mondo”.

Gomorra, Diavoli, ma anche Ultras, film che ti ha visto impegnato di recente, nel quale hai dato il tuo volto a Pechegno. Raccontaci quest’ultima esperienza…

“Ultras è stata un’esperienza di vita, perchè è stato il mio primo lavoro ufficiale importante, primo ruolo da protagonista a Napoli, nella mia terra natia, a fare il capo ultras della mia squadra del cuore. In più, la cosa fantastica di Ultras è stata che tutti, dal regista al direttore della fotografia e all’ultima delle comparse, eravamo ragazzi giovani, attori e non attori. Tornare a Napoli e lavorare nello stadio con uno dei miei registi preferiti, Francesco Lettieri, che lavora con uno dei miei artisti preferiti che è Liberato, per me sono state emozioni su emozioni. Diavoli, Gomorra e Ultras sono stati una soddisfazione dopo l’altra”.

All’età di ventiquattro anni sei stato insignito del premio “Vincenzo Cerami” al Teatro Vittoria di Roma, come miglior attore giovane. Ti aspettavi un simile riconoscimento? Cosa hai provato in quell’occasione?

“E’ stato il mio primo premio ufficiale vinto da attore. L’ho sempre ritenuto un premio molto veritiero, perchè era un premio che si svolgeva durante l’arco di un intero anno. Per un anno, infatti, c’era una giuria composta da soli ragazzi, che vedevano tutti gli spettacoli in concorso, votando poi gli attori. Sono stato votato, quindi, da ragazzi giovani come me. E’ stato veramente bellissimo!”.

Alle esperienze nei film e nelle serie tv di cui abbiamo parlato prima, si aggiungono i numerosi spettacoli teatrali ai quali hai preso parte. Tra tutti i ruoli che hai già interpretato, ce ne sono stati alcuni che hai sentito maggiormente nelle tue corde?

“Si, ho fatto tanto teatro perchè vengo da un’accademia dove principalmente si fa quello. Ogni volta che mi viene posta questa domanda non so dare una risposta precisa, perchè mi piace fare tutto, non c’è un ruolo più adatto a me. Diciamo solo che non mi piacciono le cose semplici!”.

Fare l’attore è sempre stato il tuo desiderio? Come ti sei avvicinato al mondo della recitazione e cosa sogni per il tuo futuro professionale (e non)?

“La mia storia da attore è iniziata quando avevo dieci anni, perchè ho avuto sempre la fortuna di frequentare scuole nelle quali il teatro era molto importante. Questo mi ha permesso di coltivare la mia passione anche a livelli professionali. Ho quindi deciso di sostenere la prova all’Accademia Internazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico, tutti mi consigliavano di farla perchè se fossi stato preso sarebbe stata un’esperienza indimenticabile. E mi hanno preso! Mi sono avvicinato così, quindi, alla recitazione, per puro gioco. In quinta elementare mi sono proposto per sostituire un attore nello spettacolo della scuola e da lì è iniziato tutto. Il futuro spero sia roseo. Non aspiro alla popolarità o a grandi cose: spero solo di poter fare il mio lavoro”.

A breve uscirà su Sky Cinema “Nevia”, nuova pellicola nella quale sei tra gli attori protagonisti. Che ruolo interpreti? Parlaci di questo film…

“Nevia è stato un film molto duro da fare. Interpreto un personaggio, Salvatore, che per certi aspetti mi somiglia, lo trovo molto simile a me. Con l’esperienza di Nevia, peraltro, siamo andati a Venezia e abbiamo vinto un sacco di premi. E al festival si capisce quant’è importante il cinema in Italia, perchè il festival di Venezia è cinema allo stato puro, in tutte le sue piccole sfaccettature”.