La prima puntata de Le vite degli altri, su La7 con Angela Rafanelli: quando la Tv ti apre gli occhi

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text-align: center;”>angela rafanelli conduce le vite degli altri su LA7 Foto

Martedì 10 maggio alle 00.10, su La7 è andata in onda la prima puntata de Le vite degli altri, programma di Sabrina Mancini, targato Toro Produzioni. Solo oggi, grazie al sito del canale, sono riuscito a vedere questo docu-drama e mi scuso con i nostri lettori per il ritardo. Le vite degli altri è condotto dalla ex iena Angela Rafanelli e sono previsti altri 5 appuntamenti. La Rafanelli racconterà la vita di qualcuno, non solo con le telecamere da semplice cronista, ma immedesimandosi completamente: vivrà ogni puntata per 30 giorni 24 ore su 24 con questa persona, condividendo tutto, il cibo, le abitudini e lo stile di vita. Nella prima puntata la presentatrice si è calata nei panni di una prostiuta Romena, Magda che da quattro anni lavora in Italia. Oltre ad accompagnarla sulla strada, Angela ha dormito con lei nella sua baracca, vicino ai binari del treno a Rho, mangiato all’aperto, conosciuto i suoi parenti e soprattutto ha parlato con lei.

La puntata è stata forte, intensa, con immagini dirette e toccanti. Magda dopo un pò di diffidenza si è aperta con Angela, ci ha spiegato che fa questo mestiere per guadagnare soldi per tornare dal figlio di 2 anni lasciato in Romania. Attraverso gli occhi di Magda abbiamo visto quanto possa essere inumano questo lavoro, le umiliazioni che ha dovuto subire e che subisce continuamente.

La conduttrice è stata bravissima, si è immedesimata senza giudicare, senza puntare il dito contro ad una ragazza che non va fiera di quello che fa. Angela si è commossa dopo che Magda, disgustata, è stata con un cliente, le ha regalato una notte di albergo, prima di accompagnarla al pullman che la riportava in Romania dalla sua famiglia.

Le vite degli altri, un programma 10 e lode, sia per l’idea, la presentatrice e soprattutto il montaggio di questi 30 giorni riassunti in un ora di trasmissione. Il format farà con il tempo discutere, visto che la Rafanelli nelle prossime puntate ci racconterà ad esempio le vite de malati mentali, delle donne soldato e si fingerà una giovane star dei film per maggiorenni.

Le vite degli altri, un programma Bordeline, fuori dal coro, che fa bene a noi e alla Tv!

About Nicola Zamperetti

Nato a Valdagno (VI) nel 1978, da un decennio lavora nel mondo dello spettacolo come performer teatrale e attore. Ha partecipato a molti programmi come "Sarabanda" "Domenica In" "Carramba che fortuna"... Scopre l'amore per il teatro, soprattutto per i Musical (Grease,Il Ritratto di Dorian Gray e A Chorus line) e per le Fiction (La Ladra, Il Peccato e la Vergogna e Donna detective). E' cresciuto guardando la tv e si definisce figlio del tubo catodico. Promette di essere ironico, tagliente e cinico nei suoi Articoli.
Articolo aggiornato il

One Comment

  1. iknusa

    maggio 18, 2011 at 11:42

    non è vero io trovo che abbia dato l’immagine che serve a tutti per esserne consolati ed educati questa ragazza aveva una storia che rispettava magicamente dei canoni che sollevavano pochi interrogativi nella mente delle persone. questo documentario ridivide il mondo in sante e puttane anzi in sante e basta perchè le puttane addirittura non farebbero nemmeno un *** al marito e chiedono scusa a Dio ogni giorno quindi figuriamoci. la verità è che questa etichetta di puttana intrisa di moralismo viene solo staccata da una figura che dal nostro processo mentale ne esce come una “buona” ma non viene spiegata.. ma non vi siete accorti che Magda è una disperata con una storia orribile alle spalle e la prostituzione è solo uno degli aspetti, quello che fa più comodo vedere, dei suoi problemi enormi che la Rafanelli non ha saputo cogliere sviluppando solo in maniera un pò infantile questa mancanza della parola amore nel vocabolario…parli di amore e bei sentimenti a una che ha da mandare avanti un figlio e da superare ogni giorno un trauma come uno stupro ? Magda all’inizio era infastidita perchè vedeva che la trattava come quella da convertire a una nuova vita mentre lei aveva un percorso dietro molto più complicato. esistono disperate come Magda ed esistono schiave di uomini che le costringono a prostituirsi ma la prostituzione non è solo questo è anche fatta di persone che scelgono di farlo come il mondo non è fatto solo di romantiche ragazze che aspettano il principe azzurro ma di donne di carne con una storia sessuale che non finisce davanti a un altare. Magda merita tutte le lacrime della Rafanelli ma forse avrebbe meritato attenzione alla sua vita non solo a quello che gli altri ne vedono. Lo squallore vero sta in quel dolore di una cosa che altre fanno per scelta e lei no. è la scelta la grossa differenza tra una prostituta e una schiava come tra una donna consenziente e una stuprata. il retro messaggio di questo servizio è che la prostituta che tutti insultano va difesa e pianta perchè buona e simpatica. e così tutte le prostitute anche quelle additate come vengono additate le ragazze stuprate che vengono dette complicid egli stupratori o le ragazzine in discoteca. se poi non erano il ritratto dell’innocenza se non hanno avuto un’infanzia difficile allora è colpa loro e non meritano difesa. questo è il meccanismo più contorto e ipocrita che era scomodo da smontare e in cui finiscono delle ragazze disperate come Magda che mi viene il dubbio che non vada a lavorare 8 ore come vorrebbe la Rafanelli perchè ha una concezione di se stessa talmente abbruttita dopo tutto quello che ha vissuto che non le permette di vivere altro che una continua penitenza. perchè nessuno si chiede come mai un padre di una ragazzina stuprata a 12 anni le permetta di prostituirsi per pagare i suoi debiti?

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