Federico Quaranta aggredito e derubato a Milano: “Poteva andare molto peggio”
Federico Quaranta è stato aggredito e derubato di un orologio
Dopo l’aggressione ai danni di Armando Izzo per un orologio, qualche ora fa il conduttore Rai Federico Quaranta ha raccontato di essere stato aggredito e derubato di un orologio, un vecchio ricordo del suo amato padre. Il tutto è successo mentre tornava a casa a Milano e lo ha raccontato così, sui social, facendo una riflessione sulla città che si sta costruendo: “Ho reagito, probabilmente non se lo aspettavano, ho rischiato grosso, é andata bene. Forse sarebbe stato meglio mollare il bottino. Poteva andare molto peggio”.
Il volto Rai riflette su Milano: “Come la Commedia di Dante, ma abbiamo invertito l’inferno”
“Perché Milano, ormai, assomiglia sempre più a una moderna Commedia di Dante. Solo che abbiamo invertito l’Inferno” ha riflettuto Federico Quaranta dopo l’aggressione e il furto subito, “al centro ci sono i recinti dorati. Le vetrine blindate. Le case che costano quanto una vita. I quartieri dove il lusso non è più un privilegio ma un sistema di difesa. Poi, cerchio dopo cerchio, la metropoli cambia pelle. I marciapiedi si consumano. Le serrande si abbassano. I servizi scompaiono. La sociologia ci ricorda che, quando quel destino si spezza, nasce la frammentazione. Prima il quartiere. Poi la banda. Poi il branco. Infine il nemico: un uomo che torna a casa da sua figlia, con uno zaino pieno di esperienze, una borsa di vestiti da lavare ed un vecchio orologio, ricordo del suo amatissimo padre. E il nemico diventano tre ragazzi giovanissimi, tappezzati di brand, divorati dalla rabbia sociale e dalla vendetta”.
Come sta oggi Federico Quaranta? La sua confessione sui social
Per fortuna Federico Quaranta sta bene, ma come ha detto lui poteva andare peggio solo perché si è permesso a reagire al furto: “Perché la città smette di essere comunità quando i suoi cittadini non condividono più lo stesso spazio. Soltanto la stessa paura. E una società è povera non quando produce molti poveri. Ma quando genera sempre più persone convinte che l’unico modo di esistere sia togliere qualcosa a qualcun altro. Quella non è criminalità. È il fallimento di un’idea di convivenza, che riguarda tutti“.




