Conchita Wurst si racconta a L’Arena: dopo la sofferenza il successo

By on gennaio 4, 2015
foto Conchita Wurst

Il percorso dell’accettazione e poi il successo internazionale. A tu per tu con Massimo Giletti, Conchita Wurst, la vincitrice dell’Eurovision Song Contest 2014, si è raccontata a cuore aperto a L’Arena. Serena e serafica, la cantante austriaca ha parlato della sua vita, descrivendo il percorso intrapreso, parlando della fama e degli obiettivi raggiunti.

“Dopo quella notte a Copenaghen è cambiato tutto – ha dichiarato Conchitain Austria si è parlato molto, ma è arrivato il messaggio che non conta l’aspetto o la copertina di un libro, c’è dell’altro”. Thomas Neuwirt, nelle vesti di drag queen, ha raccontato di aver ricevuto i complimenti dal cardinale di Vienna, che ha affermato: “Nel giardino di Dio c’è posto per tutti”. “Non è scontato ricevere degli elogi da un uomo di Chiesa”, ha proseguito la 25enne.

“Quanto ha giocato nella vittoria all’Eurovision Song Contest la scelta di avere quella barba? Pensa che avrebbe primeggiato anche senza?”, ha proseguito Massimo Giletti. “La barba precede di moltissimo la serata di Copenaghen – ha precisato Conchita Wurst io volevo proprio che la gente parlasse; ho capito che era l’occasione giusta per fare qualcosa per la percezione che le persone hanno delle drag queen.

“Non avrei vinto se non avessi avuto una gran voce, ma è probabile che non avrei vinto nemmeno nelle vesti di Tom. Con una sincerità disarmante e una calma invidiabile, Conchita ha risposto a tutte le domande di Giletti, raccontando il suo passato e affermando: “Ho avuto difficoltà quando ancora non avevo chiara la mia identità, pensavo ci fosse qualcosa che non andava in me, poi ho capito che dovevo accettarmi e questo è l’unico modo per essere felice. “I tuoi genitori come l’hanno presa?”, ha continuato Giletti. “Loro mi hanno detto l’importante è che tu sia felice”.

Conchita ha svelato il lungo viaggio verso l’accettazione, parlando dell’amore per i genitori e per la madre, il cui viso ha tatuato sulla schiena. “E Sanremo? Quest’anno Carlo Conti, (intervistato di recente a La vita in diretta), ha aperto le porte agli stranieri, la vedremo come guest star?”, ha incalzato Giletti. “Sarebbe bellissimo…chissà”. Parole, queste di Conchita Wurst, che non chiudono nessuna porta. Sarà lei la rivelazione di Sanremo 2015?

About Simona Tranquilli

Nata a Latina il 16 Maggio 1983, dopo il Liceo Scientifico ha capito che la sua strada è la scrittura. Ha conseguito la Laurea Specialistica in “Editoria, comunicazione multimediale e giornalismo” presso la facoltà di Scienze della Comunicazione dell'Università La Sapienza di Roma. Durante il periodo universitario ha lavorato prima presso un quotidiano e poi per un settimanale della provincia di Latina, trattando temi di attualità e spettacolo. Moglie e mamma tuttofare, ama viaggiare e praticare sport ma, soprattutto, è un'appassionata di televisione. Predilige i programmi di intrattenimento leggero e le serie televisive. Supervisore de LaNostraTv, scrive per il sito dal 2014.

One Comment

  1. Rossella

    gennaio 4, 2015 at 18:32

    Dante Alighieri, il Sommo Poeta, non comprenderebbe neanche la richiesta di grazia ad un Presidente della Repubblica.
    Riporto un breve estratto di un’epistola che Dante invia ad un amico fiorentino:
    […] “È questa la grazia del richiamo con cui Dante Alighieri è richiamato in patria dopo aver patito quasi per tre lustri l’esilio? Questo ha meritato una innocenza evidente a chiunque? Questo i sudori e le fatiche continuate nello studio? Lungi da un uomo familiare della filosofia una bassezza d’animo a tal punto fuor di ragione da accettare egli, quasi in ceppi, di essere offerto, a guisa di un Ciolo4 e di altri disgraziati. Lungi da un uomo banditore della giustizia5 il pagare, dopo aver patito ingiustizie, il suo denaro agli iniqui come a benefattori.
    Non è questa la via del ritorno in patria, o padre mio; ma se una via diversa da voi prima o poi da altri si troverà che non deroghi alla fama e all’onore di Dante, quella non a lenti passi accetterò; che se non si entra a Firenze per una qualche siffatta via, a Firenze non entrerò mai. E che dunque? Forse che non vedrò dovunque la luce del sole e degli astri? Forse che non potrò meditare le dolcissime verità dovunque sotto il cielo, se prima non mi restituisca alla città, senza gloria e anzi ignominioso per il popolo fiorentino? Né certo il pane mancherà. (Epistole, XII)
    Il torto – fatto o subito- dovrebbe tornare ad avere un peso nella vita delle persone. Quando subisci un torto nell’immediato ti viene spontaneo prenderne le distanze e possibilmente sceglierai di calcare palcoscenici diversi da quelli più vili della realtà: “Omo, mittete a pensare onne te ven lo glorϊare!”
    Il bello è che ormai ci sembra strano che Tizio, Caio e Sempronio scelgano di presentarsi al mondo (e non ad un’altra persona) attraverso il racconto dei suoi giorni migliori; recentemente ho letto un post in cui si discutevano i profili Facebook! Mi è sembrato paradossale.

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