Chiude Ma anche no, Antonello Piroso verso la Rai?

By on gennaio 19, 2012
Antonello Piroso

text-align: justify”>Antonello PirosoE’ durato poco l’esperimento di la7. Ma anche no voleva essere il contenitore domenicale del terzo polo televisivo. Programma interessante, anche grazie alla presenza fissa di Andrea Scanzi e ai video di Maccio Capatonda, ma i risultati sono andati al di sotto delle aspettative, anche tenendo conti degli ascolti medi della rete. Partito lo scorso 4 dicembre, il programma condotto da Antonello Piroso (nella foto) ha avuto all’esordio 355mila spettatori e uno share del 2%. La puntata andata peggio è quella dell’11 dicembre, quando gli spettatori sono stati  225mila e lo share è stato dell’1,30%. La migliore, quella del 25 dicembre, aveva raccolto 440mila spettatori e uno share del 3,70%. Molto bassi i dati dell’ultima puntata: 366mila telespettatori e share al 2%. Il programma condotto da Piroso chiuderà definitivamente i battenti la prossima domenica.

La conclusione della trasmissione domenica segnerà anche la fine del rapporto tra il giornalista e la7? E’ di qualche settimana fa la voce secondo cui Piroso sarebbe in procinto di passare a Rai Due. Qualcuno ipotizza che il conduttore potrebbe occupare lo spazio che fu di Michele Santoro. Nessuna conferma ufficiale è arrivata. Anzi, la rete di Telecom Italia Media fa sapere che Ahi Piroso, l’altra trasmissione affidata al giornalista, andrà avanti fino all’estate.

Paolo Ruffini, a proposito del presunto flirt col conduttore, ha parlato di “voci che ricorrono periodicamente. Io con Antonello Piroso non ho parlato di nulla, né lui mi ha detto niente. Tuttavia non ci vedo nulla di strano – ha detto ancora il direttore di la7. – Ogni professionista ha tutto il diritto di guardarsi attorno”.

La situazione non certo ideale per Piroso, che probabilmente non si aspettava ascolti così bassi per la sua trasmissione. La7, ormai, arriva tranquillamente in doppia cifra, mentre la media del programma è intorno a un modestissimo 2%. Un risultato che comunque ci sembra troppo penalizzante rispetto alla qualità proposta al pubblico. Un pubblico, quello italiano, che si è rivelato molto conformista, preferendo i soliti contenitori targati Rai e in seconda battuta quelli di Mediaset.

About Gianni Monaco

Nato nel 1981 a Modica (Ragusa), ha conseguito la laurea specialistica in Editoria, Giornalismo e Comunicazione multimediale, e anche in Filologia Moderna. Fa parte dell’Ordine dei Giornalisti dal 2006. Ha iniziato a scrivere per i giornali locali della sua provincia nel 1999; fino al 2007 è stato corrispondente del Quotidiano di Sicilia. Attualmente collabora con diverse aziende operanti nel web, come Ciaopeople e Dopstart. Infine ha pubblicato alcune battute sull’Almanacco Luttazzi della Nuova Satira Italiana (Feltrinelli, 2010). Adora Woody Allen e Luigi Pirandello.

One Comment

  1. Fabio

    gennaio 19, 2012 at 22:18

    Quello era un tipo di programma un po’ più intelligente della media. Il fatto è che il target ideale di una trasmissione così è fatto di gente che la TV ha quasi smesso di guardarla.

    Quella porzione di italiani che ha tanta voglia di cambiare canale, in televisione come in tutto il resto, preferisce internet. I fedelissimi della televisione sono quelle persone che hanno passato gli ultimi vent’anni a stordirsi tutte le sere guardando quiz a premi, reality e i soliti varietà dei vari Carrà, Bonolis e Baudo, per non parlare dei vecchi ed ultraripetitivi programmi di Antonio Ricci o degli ignobili polpettoni della De Filippi.

    Difficile far breccia con qualcosa di nuovo e di (minimamente) impegnativo su un pubblico assuefatto a questo genere di programma…

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