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Mauro Coruzzi (Platinette) indignato, il duro sfogo: “Violenza profonda”

Scritto da , il 6 Luglio, 2020 , in Interviste
foto Mauro Coruzzi 18 aprile

Mauro Coruzzi, il duro sfogo sull’utero in affitto: “E’ orribile”

L’opinionista e conduttore radiofonico, Mauro Coruzzi, in un’intervista concessa a La Verità si è a lungo sfogato sui temi che più gli stanno a cuore: diritti, omofobia, utero in affitto, offrendo un punto di vista davvero interessante e al di sopra delle parti. Anticonformista per eccellenza, è stata la prima drag queen a calcare i palcoscenici della televisione italiana con nome di Platinette. Oggi, a proposito di utero in affitto, Coruzzi ha ammesso: “E’ una violenza profonda. Ciò che voglio, lo vado a chiedere ad una donna pagandola. Orribile” aggiungendo, senza mezze misure, il suo personale punto di vista: “Se un figlio è il loro reale bisogno perché non sono capaci di provare amore in altro modo uscendo dall’egoismo?”

Mauro Coruzzi (Platinette) e il desiderio di libertà: “Vorrei una legge per l’individuo”

Mauro Coruzzi (in arte Platinette), che da poco ha detto addio a Italia Sì, non vede quindi quella per i diritti civili come una questione primaria: “Sia chiaro, se per qualcuno è una priorità dico: perché no?” continuando su ciò che secondo lui è giusto e rivendicando a gran voce il suo no per tutto ciò che sia conforme: “Io sono per la singolarità, vorrei una legge per l’individuo e non ha alcun interesse a formalizzare una famiglia arcobaleno“. Mauro Coruzzi parlando, quindi, di famiglia e del ruolo dei genitori nonché del desiderio di molti di mettere su famiglia (quindi, con tanto di bambini) ha ammesso che non vede l’esigenza di avere una prole nelle coppie dello stesso sesso sposate: “Sembra più un mantra, implacabile, delle persone famose e benestanti

Mauro Coruzzi indignato, la confessione: “Non sopporto il vittimismo”

Chiunque parli contro il disegno di legge contro l’omofobia viene visto di cattivo occhio in quanto retrogrado e omofobo. Non la pensa così Platinette che è stata la prima drag queen della televisione italiana che, difatti, non ha usato giri di parole, definendo il tema come una gran cavolata. In sintesi, Mauro Coruzzi (che di recente ha imbarazzato Liorni) condivide la stessa preoccupazione di coloro che avversano la legge contro l’omofobia:

“Mi annoia l’idea di dover limitare ancora una volta l’ironia, il linguaggio non convenzionale (…) E non sopporto il vittimismo, il piagnisteo continuo degli Lgbt”