Braccialetti rossi, Brando Pacitto svela a Italia in diretta: “Bisogna amare la vita”

By on febbraio 19, 2015
foto Brando Pacitto

“Trasmettere la bellezza della vita”. Con queste parole Brando Pacitto, conosciuto come Valentino, il vice-leader dei “Braccialetti rossi”, ha esordito nello studio de l’Italia in diretta oggi pomeriggio. Accompagnato dal padre fondatore dell’amata serie di Rai 1, Albert Espinosa, il giovane romano ha raccontato la sua esperienza di attore, svelando dettagli inediti della fiction campione d’ascolti.

La vita in diretta ci ha abituati a interviste in grado di toccare temi profondi, come quella con Daniela Poggi, che ha raccontato il dramma che ha coinvolto la madre, o quella della giovane attrice Sarah Maestri che ha rotto il silenzio sulla sua malattia. Oggi, nello studio di via Teulada, Cristina Parodi e Marco Liorni hanno aperto le porte a due protagonisti della fiction di Rai 1 “Braccialetti rossi”: Brando Pacitto e Albert Espinosa.

La serie nasce dall’esperienza personale proprio di Albert Espinosa al quale, come ricordato dalla conduttrice, è stato diagnosticato un tumore a 13 anni. “La storia raccontata nella fiction è la mia – ha affermato lo scrittoreio sono Leo, ho combattuto con il cancro fino ai 24 anni. “Il braccialetto rosso non è un’invenzione letteraria – ha proseguito Cristina Paroditu lo hai portato veramente?”. L’ospite ha abbandonato per un attimo le parole lasciando il posto ai gesti e tirando fuori dalla tasca un braccialetto, un compagno di viaggio che lo ha affiancato in ospedale da adolescente: “Questo è il mio più grande tesoro”.

“Nei 10 paesi in cui è stata girata la fiction, quella italiana è la versione che preferisco”, ha ammesso lo scrittore. Braccialetti rossi, come specificato da Marco Liorni, ha aperto il sipario su un argomento da sempre considerato una sorta di tabù. “Ha cambiato il modo di percepire la malattia – ha confermato Albert Espinosain Spagna sono aumentate le visite negli ospedali del 40%…ora i bambini hanno degli eroi. Il messaggio che voglio lanciare è che non è triste morire, ma non vivere intensamente. La cosa più importante di fronte alla malattia è lottare.

“Recitare in Braccialetti Rossi è stato un onore e un piacere – ha proseguito poi Brando Pacittoè stato bellissimo poter raccontare questa storia e trasmettere la meraviglia che c’è nella normalità, che non è scontata. Nella serie si raccontano l’amore, l’amicizia, i problemi tra adolescenti in un contesto, quello degli ospedali, dove c’è vita.Un inno alla vita e un invito ad apprezzare le piccole cose, senza perdersi nei risentimenti banali del quotidiano. E’ stato questo il messaggio che Valentino di Braccialetti rossi ed Albert Espinosa hanno voluto donare oggi al pubblico incantato de La vita in diretta.

About Simona Tranquilli

Nata a Latina il 16 Maggio 1983, dopo il Liceo Scientifico ha capito che la sua strada è la scrittura. Ha conseguito la Laurea Specialistica in “Editoria, comunicazione multimediale e giornalismo” presso la facoltà di Scienze della Comunicazione dell'Università La Sapienza di Roma. Durante il periodo universitario ha lavorato prima presso un quotidiano e poi per un settimanale della provincia di Latina, trattando temi di attualità e spettacolo. Moglie e mamma tuttofare, ama viaggiare e praticare sport ma, soprattutto, è un'appassionata di televisione. Predilige i programmi di intrattenimento leggero e le serie televisive. Supervisore de LaNostraTv, scrive per il sito dal 2014.

One Comment

  1. Rossella

    febbraio 19, 2015 at 20:53

    Mi sembra un soggetto molto banale; penso che la fiction abbia avuto tanta parte nella degenerazione dei costumi; ha il potere di veicolare una serie di messaggi che implicitamente finiscono per attecchire in quello che comunemente chiamiamo inconscio per liberarci dall’ingombro della coscienza. Tanto – inutile dirlo- tutto resta nel solco della tradizione: suore, preti e compagnia cantando. Certo! Come potrebbe essere diversamente? L’adolescenza viene filtrata attraverso un occhio che sembra del tutto inconsapevole della realtà giovanile. Questa miopia non viene mai evidenziata perché tanto da una parte quanto dall’altra si tende a negare l’evidenza. Per quali motivi? Vergogna? Non so. Penso che qualsiasi adolescente si ricorderà di non aver avuto una grande fortuna con le ragazze… quanti secchioni ci sono in una classe? I loro sono amori platonici che al massimo potranno alimentare invidie, gelosie e tradimenti perché – siamo franchi- non fare altro non significa essere casti. “Questo amore è una camera a gas.” L’entusiasmo di questi ragazzi vale un interrogazione parlamentare… non può esistere! La verità è che ci si scanna. Poi – dulcis in fundo- chiediamoci un’altra cosa, davvero… perché abbondano le professoresse quando sappiamo tutti che non glie ne frega niente a nessuno. Non ricordo un mio compagno di classe invaghito pesantemente della prof… ripeto: non glie ne frega niente a nessuno perché a quell’età i signorini o pensano ad altro o non ci pensano. E noi paghiamo il canone… mi sembra una cosa pazzesca e non è per quel centinaio di euro! Perché nessuno s’indigna? Perché si alimenta tutto questo odio? Perché si alimentano i sensi di colpa? La personalità ha bisogno di svilupparsi in maniera armonica: senza condizionamenti! Vorrei vedere in prima serata Fabio Fazio nei panni dell’idolo delle adolescenti. E’ tanto difficile arrivarci? Guardiamoci intorno.

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