Sanremo, i look della semifinale: abiti da principessa per Emma, scarpe out per Chiara

By on febbraio 14, 2015
Foto Carlo e Virginia

Sto ancora cercando di riprendermi dall’inaspettata eliminazione di Raf. Era uno dei favoriti, eppure ieri sera, durante la semifinale, il cantante ha detto addio alla gara insieme ad Anna Tatangelo, a I Soliti Idioti e a Lara Fabian. Davvero un verdetto inaspettato per tutti, ma evidentemente questa 65° edizione del Festival ha deciso di riservarci delle sorprese.

In fondo anche nei look abbiamo visto dei cambiamenti repentini da una sera all’altra e un cambio di registro deciso, rispetto alla prima serata. Dall’eleganza estrema e perfetta, con pochissime sbavature, ad una girandola di stili differenti, a volte non proprio eccelsi. Ma vediamo insieme cosa è accaduto in ambito di stile in questa semifinale.
Carlo Conti non ha riservato sorprese e ha continuato a scegliere l’eleganza dei completi scuri di Ferragamo, ieri sera in total black, compresa camicia e cravattino.

Emma e Arisa hanno continuato sulle rispettive scie di stile: Emma cambiando ancora una volta “ruolo” e interpretando ieri sera quello della principessa/dama di corte un po’ botticelliana, con acconciatura intrecciata e lunghi abiti dall’aria romantica con maniche ampie e scollatura rotonda. Il primo, bianco, non ha convinto granchè, ma il secondo nei toni del blu finalmente era azzeccato. Non perfetto, ma meglio degli altri.

Arisa invece, non è piaciuta particolarmente neanche al popolo del web, nè con il primo abito, una sorta di tailleur bianco con dettagli neri e rosa e lungo mantello, nè con il secondo, sempre nero, troppo nero. Salvate e promosse a pieni voti invece, le scarpe firmate Giannico del primo outfit. Ma Arisa ormai è la nostra regina di simpatia e anche ieri sera ci ha deliziato con le sue espressioni buffe e le sue piccole gaffe.

Rocio Munoz Morales, perfetta come sempre, ha incantato il pubblico con degli abiti firmati Alberta Ferretti di cui, il più bello, era senz’altro quello nero con il corpetto di piume mentre il primo, stampato a fiori, in molti non l’hanno apprezzato particolarmente.

Per quanto riguarda i cantanti in gara, le più eleganti sono state Anna Tatangelo, sempre in Salerno, con un lungo abito nero con bustino a cuore e lavorazione simil tattoo sulla schiena e sulla spalla; Nina Zilli, stavolta splendida in un lungo abito blu ricoperto di strass e con delle importanti spalle anni ’80 perfette per il suo stile, e senza dubbio, Annalisa, sempre in Just Cavalli, con un abito dell’ultima collezione spring/summer, divino, nei toni del bianco, blu e verde.

Malika Ayane, affidatasi alle mani di Maison Albino, sembra non convincere con degli abiti tutti molto simili tra loro, diversi solo nel colore, mentre Bianca Atzei ha continuato ad indossare abiti trasparenti di Antonio Marras, anche questi molto simili tra loro, e a mostrare con orgoglio la biancheria. Da segnalare poi il completo rosso di Nesli, se non altro originale, e il vestito stile Belle Epoque di Grazia di Michele in duetto con un autocelebrativo Mauro Coruzzi che si è stampato il suo personaggio – ovvero Platinette – sulla t-shirt.

Rock, ma completamente sbagliato, l’accostamento dei guanti in lana senza dita di Irene Grandi con l’abito a sottoveste con le frange; bocciate anche la giacca da prestigiatore di Moreno e, dulcis in fundo, le scarpe di Chiara firmate Stella McCartney, assolutamente fuori luogo e fuori stile con il tubino bon ton in pizzo beige.

Bello invece l’abito rosso indossato da Virgina Raffaele, divertente rappresentante della compagine comica della semifinale.

Detto questo, la vostra stylist passa e chiude. Appuntamento a stasera con i look della finale di questo Sanremo 2015!

About Claudia Giordano

Milanese di nascita e romana d’adozione. Giornalista, web editor e social media strategist, nel 2013 ha fondato il suo blog BlondyWitch.com che punta i riflettori sul mondo della moda a 360°. Laureata in Moda e Costume, con un Master in Marketing e Comunicazione e uno in Social Media, è appassionata di tv e gossip, ma anche di marketing, musica rock e astrofisica. Ama scrivere di ciò che la appassiona ed esprimere la sua creatività a tutto tondo attraverso parole ed immagini.

2 Comments

  1. Rossella

    febbraio 14, 2015 at 16:59

    Le vallette si sono fatte condizionare dai luoghi comuni. La valletta “muta” in questo caso sarebbe stata l’ideale… hanno mostrato una scarsa capacità d’ascolto… cavolo: l’importante non e` “dire la battuta”… che fai? “Gli spari sopra”… veramente allucinante! Il festival si vede anche all’estero… mi e` sembrata l’apologia del capitalismo finanziario. La ricerca dell’utile non tiene in piedi un discorso di senso compiuto… ha fallito la comunicazione! Sul piano narrativo e’ mancata la profondità. Es. Mangiano la mela e non capisci se gli e’ piaciuta… niente, non pervenuti: colore, sapore, odore e fantasia. Niente… proprio a freddo: siete pregati di fornire le generalita’! Da restarci secchi!

  2. Claudia Giordano

    febbraio 14, 2015 at 17:37

    Acuta analisi Rossella. Grazie per il tuo punto di vista puntuale ed intelligente 🙂

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *