Lorella Cuccarini choc: si alle unioni civili, ma i figli non sono un diritto

By on giugno 21, 2015
foto lorella cuccarini

Un fulmine arrivato a ciel sereno quello che ha colpito oggi tutti i follower di Twitter dell’eclettica conduttrice e showgirl Lorella Cuccarini che senza mezzi termini ha sentenziato sulla questione delle questioni civili e dell’adozione dei figli da parte di coppie omosessuali, il suo è un sì all’amore e dunque al matrimonio tra persone dello stesso sesso ma un no al diritto di ottenere in custodia un figlio per loro.

Così ha riassunto il suo pensiero nel social dei 140 caratteri: “Sono favorevole alle unioni civili ma i figli non sono un diritto. E non si comprano. Punto.” – ha poi continuato così per mettere le mani avanti ed anticipare la valanga di critiche che avrebbe ricevuto quasi sicuramente – “Chi non è d’accordo rispetti le opinioni altrui“.

Qualcuno è riuscito a comprendere il discorso della showgirl e si è schierato dalla sua parte difendendola e asserendo con sicurezza e fermezza “se per far nascere un bambino in modo naturale occorrono un uomo ed una donna, vorrà pur dire qualcosa!” o ancora chi ha esordito incredulo alle parole lette “è il tuo avvocato a scrivere su questo post o sei tu sotto mentite spoglie?“.

Sicuramente, però, in maggioranza sono stati quelli che si sono distaccati dal pensiero della Cuccarini argomentando con ragionevolezza e sincerità le proprie tesi ma soprattutto qualcuno ha fatto notare alla conduttrice un controsenso, ossia che senso avesse rendersi testimonial leader della campagna “Trenta Ore Per La Vita” se non si conosce il vero senso della parola amare. Qualcun’altro, invece, l’ha invitata a riflettere su quanto scritto asserendo. “Tutte le donne che non possono avere figli e utilizzano altre risorse stanno comprando i loro figli? No. Pensa prima di parlare.

Una marea di parole non proprio carine sono piovute per lei ma soprattutto numerosi suoi sostenitori si sono sentiti in un certo qual senso toccati dalla scelta di schierarsi contro le adozioni omosessuali, qualcuno fino al punto anche di scriverle “Non seguirò mai più un tuo programma!” e qualcun’altro più ragionevolmente ha provato a mostrargli il lato positivo della situazione: “I figli non si comprano. Si adottano e noi gay adotteremmo quei bimbi che gli etero abbandonano. Per puntualizzare.

Uno vero colpo basso per i suoi sostenitori che si dicono delusi dalla posizione presa dalla loro beniamina; ne risentiranno il suo personaggio e le sue trasmissioni di questo passo falso? Lo scopriremo a settembre durante la sua probabile partecipazione come giurata alla nuova edizione di Ti Lascio Una Canzone (che durante le ultime ore è stato protagonsita di un’appetitosa news!).

About Vittorio Nathan Camillo

Nato a Napoli, il 26 Giugno 1993, diplomato in lingue e laureato in "Scienze della comunicazione", appassionato di musica, tv, spettacolo ed affascinato da qualsiasi forma d'arte. Un posto particolare nella sua vita lo riserva al canto, infatti, ha preso parte a diversi concorsi canori riscuotendo spesso ottimi consensi; ancora nel 2012 produce il suo primo singolo dal titolo "Intorno a me" col quale si aggiudica la vittoria al Festival di Baiano 2014. Tra le sue ambizioni oltre quella di affermarsi come cantante, anche quella di diventare un giornalista e scrivere per le più importanti testate giornalistiche.

2 Comments

  1. Rossella

    giugno 21, 2015 at 10:15

    Le unioni civili fanno paura perché in genere ci vengono presentate attraverso coppie di professionisti affermati o comunque di persone che hanno una busta paga a testa. Per quanto mi riguarda sono contraria alla divisione dei beni, ai contratti prematrimoniali e a tutte quelle forme di tutela del singolo nella coppia che contraddicono la mia visione del vincolo matrimoniale. In caso di divorzio mio marito mi dovrà corrispondere più di quanto mi deve per ragioni di carattere etico. L’Italia si divide perché si teme un imbarbarimento dei costumi che ci potrebbe portare all’epoca della pietra. Tanto per cominciare una donna è portata a indietreggiare rispetto al mondo del lavoro perché giammai accetterebbe di unire il matrimonio l’idea dell’interesse. L’uomo sposa la donna e non la sua dote (titoli, posizione economica, ecc.)

    • Manuel

      giugno 21, 2015 at 11:47

      La tua pochezza fa finta intellettuale è spaventosa (in caso di divorzio mio marito mi dovrà corrispondere più di quanto mi deve per ragioni di carattere etico) e il commento è fuori tema, non inerente e inconcludente.

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