Barbara d’Urso al posto di Mara Venier nel programma domenicale? Parla il comico e imitatore
Vincenzo De Lucia ha rilasciato una lunga intervista sul numero del periodico Nuovo. E in questa occasione il giornalista ha colto la palla al balzo per chiedergli un parere su un eventuale approdo della d’Urso alla conduzione della prossima edizione di Domenica In al posto della Venier, che comunque ha già tenuto a dire di credere rimarrà, visto che la Rai gliel’ha chiesto esplicitamente. E De Lucia ha dapprima tenuto a dire che Barbara d’Urso è una grande professionista, e successivamente ha però tenuto a dire che bisognerebbe capire in che fase della sua vita è:
“Barbara è una professionista indiscussa e indiscutibile…Bisognerebbe capire in quale fase della sua vita è, quale messaggio o che tipo di comunicazione vorrebbe fare…”
Detto questo ha comunque voluto augurarle il meglio: “Le auguro il meglio, perché lei sa entrare in contatto con il pubblico…”
Vincenzo De Lucia e le sue imitazioni iconiche
Il giornalista del settimanale Nuovo ha fatto presente al comico che riesce ad imitare donne molto diverse da loro, cogliendo l’occasione per chiedere che tipo di connessione instaura con il mondo femminile. E il comico diventato famoso per le sue imitazioni di Mara Venier e Barbara d’Urso, la quale ha recentemente rivelato che avrebbe dovuto condurre delle trasmissioni in Rai scomparse poi nel nulla, ha subito risposto di aver sempre avuto una grande considerazione della sensibilità delle donne: “La parte femminile che vive dentro ognuno di noi va sviluppata, va coltivata, soprattutto protetta: io ho una considerazione altissima della sensibilità femminile…” Ha inoltre confessato di ritenere tutto ciò che è nell’universo è femminile.
Il comico rivendica il diritto di fare ironia
Successivamente il giornalista di Nuovo ha chiesto a Vincenzo De Lucia se si è perso un po’ il senso dell’ironia, visti i dibattici degli ultimi tempi: “Si è riaperto il dibattito sui limiti dell’imitazione…” E limitatore di Barbara d’Urso ha rivendicato il diritto di fare ironia, asserendo senza indugio alcuno di non credere alla censura:
“Ognuno ha il suo stile…Non credo nella censura…lo rivendico di certo il diritto di satira, anche se personalmente preferisco ridere ‘con’ e non ‘ridere di’…”